Ancora lavoratori in nero nelle campagne della provincia pontina. Una nuova ispezione ha riguardato due imprese nell’area di Terracina e Sabaudia, selezionate in seguito a un’attività informativa e un’analisi di rischio.
Le Fiamme gialle della tenenza di Sabaudia in particolare hanno effettuato un accesso mirato nella sede delle aziende e nelle aree di coltivazione, acquisendo tutta la necessaria documentazione contabile ed extracontabile sulla gestione delle società e sui rapporti lavorativi. Allo stesso tempo hanno anche identificato i braccianti agricoli presenti ricostruendo, attraverso la loro testimonianza, l’effettiva natura del rapporto di lavoro, le condizioni e le caratteristiche delle prestazioni svolte.
I lavoratori identificati sono stati complessivamente, prevalentemente di nazionalità indiana, la metà dei quali impiegati completamente in nero e dunque privi di contratto. Al termine delle ispezioni a carico dei titolari è stato emesso un verbale ed elevate le conseguenti sanzioni amministrative, mentre sono ancora in corso specifici accertamenti per ricostruire le singole posizioni di lavoro e verificare ulteriori elementi di sfruttamento e caporalato.
“L’operazione che si aggiunge ad altre attività effettuate o in corso nello specifico settore – spiega la Finanza in una nota – rientra nella più ampia strategia di contrasto al lavoro sommerso e a forme di sfruttamento di manodopera, uno degli obiettivi strategici del Corpo, finalizzato, oltre che al recupero di somme indebitamente sottratte alle risorse pubbliche, alla salvaguardia dei lavoratori e alla tutela dei diritti delle fasce più deboli della società. Il lavoro nero infatti, oltre a imporre condizioni lavorative vessatorie e lesive della salute e della dignità umana, arreca danni all’intero sistema economico nazionale”.
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