LATINA – «Sicuramente riceverò diverse critiche, ma lo devo scrivere, non bisogna nascondersi né seguire il gregge: ho passato 12 ore al pronto soccorso, un massacro! Ma non solo “colpa degli operatori”, anzi!»

Inizia così il messaggio lanciato da Sinuè Basciu, presidente dell’Associazione Borgo Sabotino 2.0. «Un moscerino nell’occhio, una puntura di zanzara, gente da Terracina, Sabaudia, Frosinone, Cisterna e chi più ne ha più ne metta! Una maleducazione inaudita, bimbi che corrono, strillano, strappano cartelli, rovesciano bottiglie d’acqua a terra, gente in costume, altre in perizoma, chi in tenuta ginnica, altre che fanno finta di vomitare, un altro che beveva l’acqua e sputava a terra come se nn ci fosse un domani… Per un malato 5 familiari al seguito, donne incinte che fanno fatica ad avere la precedenza, 4/5 pazzi che vagano in continuazione tra una porta di sicurezza e l’altra, anziani seminudi, ambulanze a rotta di collo, auto che salgono sulla rampa solo per non fare fare 2 passi alla moglie, che nel frattempo scende stile attrice di Hollywood, il pubblico seduto nelle sedie dove da regolamento ci dovrebbero stare solo i pazienti o al max chi accompagna con la 104, una puzza di uova marce che non vi dico… Ed è meglio che nn continuo… Una stalla piena di persone maleducate e prepotenti… Poi ci chiediamo perché le attese sono così lunghe: si passa più tempo a litigare con i ciucci che a curare i malati» prosegue Basciu.

«Poco personale? Si, ma quelli che c’erano mi hanno fatto pena, vi giuro! Tutti sudati a correre da una parte all’altra senza riuscire a smaltire la gente, le barelle che arrivavano fuori… Ho praticamente fatto 2 turni insieme a questi ragazzi, e vi giuro che non ho avuto coraggio di dire A! Non ho avuto il coraggio di arrabbiarmi per la lunga attesa, anzi! Nel rendermi conto di quello che stavano subendo, quando è stato il mio turno sono entrato con “per favore” e “grazie”, gli ho augurato buon lavoro ma mi hanno preso per un alieno, ho capito che non erano abituati alla gentilezza. Ho voluto lasciare questa testimonianza per chiedere più rispetto per queste persone, perché di persone si parla e non robot… La carenza di personale nn si può attribuire a chi ci riceve ed è costretto a prendersi insulti di ogni genere. Capisco anche che ci sono persone educate che diventano stremate per l attesa: così facendo sicuramente non li aiutiamo e non ci aiutiamo. Rispetto per infermieri e dottori” chiosa Basciu.


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