Chi non conosce Giorgio Raponi a Latina? Praticamente tutti. E’ un personaggio molto popolare in città. Simpatico, sempre sorridente, pronto alla battuta Giorgio non ha mai dimenticato le sue brillanti origini baskettare, è presente ad ogni affollata iniziativa di amarcord.
Classe 1958 – ruolo playmaker – era un regista che non disdegnava il tiro da fuori, in possesso di buoni fondamentali individuali riusciva a compiere virate e slalom in palleggio da fare impazzire il difensore. Lo tenevo in campo quasi 40 minuti, mi fidavo della sua leadership. L’ho visto da qualche anno suonare al Geena, un locale di Latina una volta chiamato “Lavori in Corso” su idea dell’eclettico avvocato Filippo Cosignani, il proprietario. Giorgio ha lasciato la palla a spicchi giovanissimo, altri impegni lo hanno allontanato dal Circolo Cittadino dove si giocava all’aperto con qualsiasi condizione atmosferica.
Nel novembre del 1979 mi recai a La Spezia per effettuare il servizio militare in Marina, alla caserma Duca degli Abbruzzi. Fui rispedito subito a casa. Il 4 novembre – allora si festeggiava la vittoria nella prima guerra mondiale – Giorgio, vestito con la uniforma delle
grandi occasioni, faceva parte del picchetto d’onore nel cortile. Io lo guardai incuriosito. Lui fece con gli occhi un cenno di saluto, non poteva di più.
La carriera di musicista di Giorgio Raponi inizia a 10 anni con la chitarra classica e il canto, ma, verso i 13 anni, la passione per la batteria prende il sopravvento ed inizia a prendere lezioni.
All’età di 15 anni inizia la carriera professionale come batterista di una band “progressive” che suona proprie composizioni (con influenze musicali del periodo quali King Crimson e Frank Zappa) con la quale rimarrà per circa quattro anni.
Negli anni successivi suona in formazioni Jazz & Funk in vari club romani.
Nello stesso periodo (circa 1977), relazionandosi con altri musicisti romani, scopre la musica degli Steely Dan e dei Weather Report e ne rimane affascinato tanto che, nonostante lo studio dei grandi batteristi Jazz (Max Roach, Art Blakey etc.),
il drumming dei batteristi “fusion” (Steve Gadd, Bernard Purdie etc.) diventa così preponderante per lui da fargli modificare il linguaggio ritmico sullo strumento.
Parallelamente all’attività di batterista, Giorgio, continua a perseguire l’altra grande passione per il canto esibendosi con formazioni R&B e Jazz. Al Jarreau, Mark Murphy, Chet Baker, Carmer McRae rappresentano le tracce da seguire.
Oltre alle performance nei club, partecipa come batterista a vari programmi TV.
Tra questi, gli piace particolarmente menzionare lo Show dedicato al poeta Piero Ciampi dal titolo “Te lo faccio vedere chi sono io” prodotto da RAI2, suonato in diretta televisiva al Teatro Argentina di Roma, accompagnando musicisti come Lucio Dalla, Teresa De Sio, James Senese, Enzo Gragnianello (per nominarne alcuni).
In questo ultimo decennio torna alle origini, dedicandosi esclusivamente allo studio del Jazz, senza disdegnare di collaborare con altri bravissimi musicisti.
























