PMI e Start-up a confronto con i mercati: cronaca dell’Investor Day
Il settore delle Scienze della Vita non è solo un pilastro della salute pubblica, ma il vero motore trainante dell’economia del Lazio. In occasione dell’Investor Day Life Science, la Regione ha ribadito il proprio ruolo di guida nazionale, mettendo a sedere allo stesso tavolo il genio delle start-up locali e la solidità dei grandi capitali internazionali.
L’apertura dei lavori ha visto protagonista Roberta Angelilli, Vicepresidente della Regione Lazio e Assessore allo Sviluppo Economico, che ha delineato un quadro di eccellenza assoluta. Il Lazio si conferma, infatti, la prima regione italiana per export farmaceutico, un dato che non è solo una statistica, ma il riflesso di un’infrastruttura industriale matura.
«Il Lazio è leader nazionale per export farmaceutico. Non vogliamo solo mantenere questo primato, ma rafforzare l’intero ecosistema delle Scienze della Vita per renderlo un polo d’attrazione globale», ha dichiarato Angelilli.
I pilastri del settore nel Lazio:
Export Record: Oltre il 40% del valore nazionale delle esportazioni farmaceutiche proviene dai poli industriali di Latina, Pomezia e del frusinate.
Concentrazione di Talento: La presenza di università d’eccellenza e centri di ricerca (CNR, ENEA, ISS) garantisce un flusso costante di competenze.
Innovazione Diffusa: Un tessuto di oltre 300 start-up innovative focalizzate su biotech, medtech e digital health.
L’obiettivo dell’evento non è stato solo celebrativo, ma operativo. La Regione Lazio, attraverso i suoi bracci operativi, ha trasformato lo spazio d’incontro in un vero e proprio marketplace dell’innovazione.
L’Investor Day ha permesso a decine di start-up e PMI innovative di presentare i propri pitch a una platea selezionata di:
Venture Capitalist a caccia di brevetti nel settore biotech.
Business Angels interessati a soluzioni di telemedicina e intelligenza artificiale applicata alla clinica.
Big Pharma alla ricerca di partner agili per l’esternalizzazione della R&S (Ricerca e Sviluppo).
L’assessore Angelilli ha sottolineato come il ruolo delle istituzioni sia quello di “facilitatore”: non solo erogando finanziamenti diretti, ma creando le condizioni affinché il capitale privato possa investire con fiducia in progetti ad alto rischio tecnologico ma ad altissimo potenziale di ritorno sociale ed economico.
Nonostante i successi, la sfida si sposta ora sulla resilienza e sulla digitalizzazione. La Regione Lazio sta mettendo in campo una strategia integrata che tocca diversi punti chiave:
Obiettivo
Azione Pratica
Semplificazione
Riduzione della burocrazia per l’insediamento di nuovi laboratori.
Trasferimento Tecnologico
Potenziamento dei nodi tra università e imprese per trasformare le tesi in prodotti.
Internazionalizzazione
Missioni estere dedicate per portare le PMI laziali nei mercati USA e Asiatici.
Sostenibilità
Incentivi per la produzione farmaceutica a basso impatto ambientale (Green Pharma).
Il rafforzamento dell’ecosistema passa per una visione olistica. Secondo Angelilli, la competitività del Lazio si gioca sulla capacità di fare rete: “Dobbiamo passare dal concetto di ‘singola eccellenza’ a quello di ‘piattaforma integrata’. Se una start-up di Roma collabora con un sito produttivo di Latina e un centro di ricerca di Viterbo, diventiamo imbattibili a livello europeo.”
L’Investor Day si chiude con una consapevolezza rinnovata: il Lazio ha tutte le carte in regola per diventare la “Silicon Valley” delle Scienze della Vita nel Mediterraneo. La combinazione tra una storia industriale solida e una nuova generazione di imprenditori della salute crea un mix unico di esperienza e visione.
L’impegno della Regione, ribadito con forza in questa giornata, è quello di continuare a investire in infrastrutture e capitale umano, garantendo che l’innovazione nata nei laboratori laziali possa trovare le risorse necessarie per arrivare al letto del paziente, migliorando la vita di tutti e producendo, al contempo, ricchezza per il territorio.
Alessandra Trotta (Giornalista e scrittrice)
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