Sempre più forti le ragioni del Sì per il referendum inerente la “riforma costituzionale della giustizia” che si terrà il 22 e 23 marzo.
Così, ieri sera presso il Ristorante Panici a Ceriara di Sezze l’incontro organizzato dal consigliere comunale di Sezze Orlando Santoro e Pina Cochi, consigliere comunale di Latina e commissario Lega a Sezze, ha visto una nutrita partecipazione di pubblico che ha apprezzato gli interventi politici e tecnici da parte dei relatori.
Ha aperto l’incontro il sindaco di Sezze Lidano Lucidi, che ha espresso delle sollecitazioni soprattutto riguardo alla responsabilità dei magistrati (“noi sindaci e amministratori pubblici abbiamo i revisori dei conti” ha sottolineato) e al grido di attentato alla Costituzione, “che non è composta da norme scolpite sulla pietra, ma nate da un contesto differente rispetto a oggi e dove su alcuni aspetti possono avere il peso degli anni”.
Poi, il dibattito è entrato nel vivo, con gli interventi dell’avvocato Vincenzo Del Duca, del Foro di Roma, e l’avvocato Manuele Sillitti, del Foro di Latina, più l’intervento del vicesindaco di Latina Massimiliano Carnevale, intervenuto come figura legale, e la chiosa finale da parte dell’on. Giovanna Miele, capogruppo Lega della Commissione cultura e istruzione della Camera dei Deputati.
Nei loro interventi gli avvocati sono entrati nel merito della riforma proposta dal centrodestra nazionale, per attuare e attualizzare maggiormente anche il corso della giustizia con i Paesi che hanno una più solida base democratica all’interno della Ue. Ci si è soffermati in particolare sugli aspetti che la riforma vuole, declinata essenzialmente in tre direzioni: la creazione di due Csm,
l’estrazione a sorte dei componenti del CSM,
l’introduzione dell’Alta Corte disciplinare che giudica l’operato dei magistrati per merito e non per appartenenza politica.
Se il referendum dovesse passare (è sufficiente un voto in più rispetto al No, non è necessario raggiungere il cosiddetto quorum) molti aspetti dovranno comunque essere sviluppati dalla legge ordinaria.
“La regola del “sorteggio è la soluzione adatta a superare il sistema dominante delle correnti interne alla magistratura. A oggi infatti, le elezioni dei membri togati del CSM, piuttosto che selezionare i magistrati più adatti a svolgere l’esercizio del governo autonomo della magistratura, sarebbero dominate da logiche politiche e di appartenenza” ha detto l’avvocato Del Duca.
In realtà, la separazione delle carriere rappresenterebbe il naturale completamento della riforma del codice di procedura penale del 1988: per portare a compimento la scelta di un modello di processo penale di tipo accusatorio, “cioè basato sulla parità fra accusa e difesa di fronte a un giudice terzo e imparziale, sarebbe indispensabile separare nettamente la carriera del giudice da quella del pubblico ministero. Questa è stata sempre la mission da parte del centrodestra, per un processo più equo e trasparente” ha detto Massimiliano Carnevale.
“L’art. 104 della Costituzione continuerebbe ad affermare che “la magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere”, anzi rafforza il suo potere, sempre slegato rispetto alle pressioni del Parlamento” ha detto l’avvocato Sillitti.
“Nello scegliere fra il Sì e il No è a questa domanda che occorre rispondere: la riforma costituzionale introduce maggiori garanzie per il cittadino nel processo penale senza intaccare l’equilibrio fra i poteri e l’indipendenza della magistratura. Votare Sì al prossimo referendum significa sostenere una riforma che separa le carriere tra giudici e pubblici ministeri, rafforza l’imparzialità del giudice e introduce strumenti per una maggiore trasparenza e responsabilità nella magistratura” ha specificato l’on. Miele.
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