LATINAla Coppa Italia Serie C e il cuore di Sanderra: “Quella vittoria va a Pecchia, ma lo spirito di appartenenza è la roccia dura”.

A pochi giorni dalla finale di Coppa Italia Serie C che vedrà protagonista il Latina Calcio, abbiamo avuto l’opportunità di rivolgere alcune domande a un uomo che quella coppa l’ha già alzata al cielo con i colori nerazzurri: Stefano Sanderra, storico allenatore che nel 2013 condusse la squadra a un trionfo indimenticabile, preludio alla storica promozione in Serie B. Un tecnico che ha lasciato un segno indelebile nella storia pontina, e che oggi, con la sua consueta lucidità e profondità, ci regala uno spaccato del suo passato, del suo presente e una visione sul futuro del calcio.

Il trionfo del 2013, l’eredità emotiva.
Mister Sanderra, nel 2013 ha guidato il Latina alla storica vittoria della Coppa Italia Serie C, subentrando in un momento cruciale e portando la squadra a un successo indimenticabile, culminato con il pareggio al Francioni contro il Viareggio. A distanza di anni, quali sono i ricordi più vividi ed emozionanti di quel percorso e, in particolare, della finale di ritorno? E, sapendo che ha affrontato e superato un periodo difficile a livello personale, come sta oggi e con quale spirito guarda al futuro, anche in relazione al calcio?
Sanderra: “Come già detto in altre occasioni, quella vittoria va inscritta a Pecchia, l’allenatore a cui subentrai nella parte finale della stagione. Fu lui che condusse la squadra nel percorso vincente. Io stetti in panchina nel solo ultimo passo, la partita di ritorno in finale. Avevo timore di rovinare il percorso ma, per fortuna, la squadra rispose alla grande. Non alzai la coppa per rispetto del mio predecessore.”
Latina, il suo calcio e la roccia dell’appartenenza
Mister, lei ha vissuto Latina in un momento di euforia collettiva, portando la città dalla Serie C alla B. Dopo le sue recenti esperienze con i giovani della Lazio e la sfida personale che ha superato, come è cambiato il suo modo di intendere il calcio e la gestione della pressione in partite secche come questa? In un calcio che corre sempre più veloce, crede che il ‘modello Latina 2013’ — fatto di appartenenza e fame — sia ancora la ricetta vincente per superare l’avversario in questa finale?
Sanderra: “Tutte le esperienze avute mi hanno arricchito, anche le più difficili a livello personale. Il calcio va vissuto intensamente ma anche con la giusta misura, come dicevano gli antichi greci: una via di mezzo che ti consente di accendere il fuoco della squadra ma, allo stesso modo, di rimanere lucido nelle scelte da fare. Certamente lo spirito di appartenenza, sempre più difficile in un calcio troppo tecnologico e algoritmico, rappresenta la roccia dura a cui aggrapparsi in un ambiente ormai troppo superficiale che non raggiunge più il cuore delle persone.”
La chiave per la vittoria e il pronostico sulla finale
Con la sua profonda conoscenza del Latina e delle dinamiche di una finale di Coppa, quale messaggio o consiglio si sentirebbe di dare alla squadra e allo staff tecnico in vista di questa importante partita? Quali, a suo avviso, saranno gli elementi determinanti, sia a livello tecnico-tattico che mentale, per alzare al cielo il trofeo e ripetere l’impresa che lei ha già compiuto qui a Latina? E, da osservatore esperto, chi vede favorita in questa finale e perché?
Sanderra:Il Latina ha attualmente un allenatore giovane e all’altezza della situazione che lavora e trasforma i limiti in punti di forza. Non ha bisogno di suggerimenti. Auguro solo a entrambe le squadre di dar vita a due partite belle e avvincenti che entusiasmino il pubblico di due tifoserie calorose a cui sono entrambe molto legato. Vinca il migliore.”
Le parole di Stefano Sanderra risuonano come un monito e un incoraggiamento per il Latina che si appresta a vivere un’altra pagina importante della sua storia. Un legame indissolubile, quello tra il tecnico e la città, che continua a vivere nel ricordo di un trionfo e nella speranza di un futuro ancora ricco di successi. La sua visione, che esalta l’equilibrio e l’appartenenza in un calcio sempre più frenetico, offre una prospettiva preziosa in vista della sfida imminente. Che sia di buon auspicio per i nerazzurri.

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