LATINA – Un programma a 360° da qui al 2032, anno del Centenario dalla Fondazione di Latina: il consigliere comunale Nazzareno Ranaldi, in lista PerLatina2032, ha presentato in una lettera le sue idee per contribuire e costituire un piano che veda la cultura come uno degli asset economici dei prossimi anni, affinché Latina arrivi pronta ai suoi 100 anni: “Il 2032 non sia solo una celebrazione, ma il punto di arrivo di un percorso che trasformi Latina in una città più viva, moderna e riconosciuta a livello nazionale”. Il consigliere comunale di minoranza espone proposte e idee, rivolte al Comune per recitare un ruolo attivo: “È un’occasione unica e storica per la città: un piano economico condiviso tra pubblico e privato che deve porre le basi della politica culturale. La Fondazione avrà a disposizione 6,4 milioni di euro per i prossimi sei anni: al Comune urge ora una guida politica determinata per l’Assessorato alla Cultura, e un gruppo di lavoro permanente con tutte le parti politiche”.
“La recente approvazione della legge sul Centenario rappresenta un passaggio storico e importante per Latina. – esordisce Ranaldi – Un risultato non scontato, costruito grazie al lavoro condiviso e trasversale con il contributo di tutte le forze politiche, incluse le opposizioni, con la proposta di legge presentata dal Sen. Calandrini poi approvata da tutte le forze politiche sia al Senato che alla Camera. Come gruppo di minoranza PerLatina2032 – nato dall’idea di proporre politiche culturali volte al traguardo del Centenario – abbiamo partecipato attivamente a questo percorso, contribuendo con emendamenti e proposte che hanno migliorato il testo finale. Oggi però si apre la fase più importante: trasformare questa opportunità in un progetto concreto di sviluppo per la città”.
Innanzitutto, dice Ranaldi, “È arrivato il momento che il Comune di Latina si doti di un Assessorato alla Cultura. Una delega così strategica non può più rimanere in capo alla Sindaca: la sfida del Centenario richiede una guida politica dedicata, competente e continuativa, capace di coordinare visione e operatività”. Per una gestione oculata: “Il contributo economico è un primo passo fondamentale che da solo non basta. Serve una strategia chiara, condivisa e operativa che metta in sinergia tutti gli attori del territorio: il Comune, la Fondazione, il tessuto imprenditoriale, le associazioni di categoria, le fondazioni bancarie e culturali. Proponiamo quindi la creazione di un gruppo di lavoro permanente all’interno del Comune di Latina che abbia un compito preciso: raccogliere, coordinare e facilitare la realizzazione di progetti pubblici e privati, con particolare attenzione alle attività culturali. Un organismo snello, capace di agevolare le pratiche burocratiche e accompagnare le idee fino alla loro concreta realizzazione. L’obiettivo è arrivare al 2032 con una città pienamente inserita nel circuito nazionale delle attività culturali”.
Secondo il consigliere, “Latina ha spazi e potenzialità oggi sottoutilizzati, è necessario: dotare il teatro cittadino di una direzione artistica stabile, oggi assente; mettere a sistema e a norma (CPI e SCIA Vigili del Fuoco) tutti i teatri e gli auditorium scolastici; Individuare e attrezzare un luogo idoneo per ospitare mostre di rilievo nazionale; riaprire al più presto la Pinacoteca, i teatri e la biblioteca chiusi da troppo tempo, restituendo alla città questi presidi culturali permanenti. Il Comune deve assumersi il ruolo di garante delle infrastrutture: rendere disponibili spazi adeguati alla Fondazione e programmare nuovi interventi per cambiare il volto della città”.
Nella programmazione futura: “È necessario recuperare il Procoio di Borgo Sabotino, chiuso da troppo tempo; riaprire il Museo di Satricum, oggi non fruibile, da accompagnare con l’istituzione del Parco Archeologico di Satricum, patrimonio storico di rilevanza straordinaria; la ripresa, con modalità aggiornate e condivise, del Garage Ruspi come spazio espositivo, luogo simbolico per la città, oggi affidato all’Università La Sapienza e utilizzato come aula studio, ma che può ritrovare una vocazione culturale integrata con le attività universitarie.” Continua Ranaldi, “Tra le opere strategiche che la città deve mettere in cantiere vi è senza dubbio una nuova biblioteca: non solo archivio, ma spazio pubblico contemporaneo, aperto, digitale, capace di diventare punto di riferimento per studenti, famiglie e comunità. E l’inclusione allo stesso tempo di un progetto organico dedicato ai borghi di Latina, che li renda protagonisti, capitale unico di storia, identità e relazioni sociali”.
Non ultimo, “Il Centenario deve essere una leva di sviluppo per l’intera provincia. In particolare, è fondamentale costruire sinergie con le città di fondazione ma anche con i comuni dei Monti Lepini, creando una rete culturale e turistica integrata che valorizzi paesaggi, tradizioni e percorsi storici ed eno-gastronomici. In questa visione si inserisce anche un importante progetto ambientale e culturale: il restauro di Villa Fogliano, storica residenza dei Caetani, -progetto che sta portando avanti il demanio, da mettere in relazione con Pantanello e il Giardino di Ninfa, creando un sistema territoriale di grande attrattività”. Allo stesso modo, “il collegamento con Ventotene rappresenta il simbolo di Latina come culla dell’Europa e del Manifesto di Ventotene, che guarda ad una dimensione più ampia, tra Mediterraneo, cooperazione e futuro”.
Capitolo coperture: “Accanto ai fondi già previsti, proponiamo che il Comune apra un capitolo di bilancio dedicato, con uno stanziamento di capitale importante annuale adeguato fino al 2032. Un fondo che potrebbe essere rafforzato anche dal contributo dei privati attraverso strumenti come l’Art Bonus. La cultura non deve essere vista come un costo, ma come un investimento strategico capace di generare sviluppo economico e occupazione per tutta la città e la provincia”. Per obiettivi ambiziosi ma non impossibili: “Proponiamo di candidare Latina a Capitale italiana della Cultura per il 2032, possibilmente in partnership con un’altra città. Rinunciare al contributo statale previsto per la città vincitrice – avendo già beneficiato di 6,4 milioni – sarebbe un gesto di eleganza, responsabilità istituzionale e credibilità nazionale”.
Ma, conclude Ranaldi, “Non possiamo ignorare un limite strutturale: la carenza di ricettività. Organizzare eventi significa anche essere in grado di accogliere. Serve una riflessione seria sul sistema dell’ospitalità, che includa non solo alberghi, ma anche forme alternative di strutture diffuse. Questa deve essere l’occasione per fare di più e meglio, come ci ricorda nel suo intervento anche Vincenzo Berti, così come accade in altre province italiane: dove c’è una programmazione, si evitano problemi futuri. Così come espresso in diversi e importanti interventi in questo dialogo aperto in città, siamo pronti per lavorare in sinergia, con una classe dirigente e imprenditoriale che può essere lungimirante e solidale, per lo sviluppo e il benessere del territorio”.
“Latina ha oggi un’occasione irripetibile. Sta a noi decidere se limitarci a gestire risorse o costruire una visione. La cultura può e deve diventare un asse portante dello sviluppo economico, capace di generare identità, attrattività e crescita. Il 2032 non deve essere solo una celebrazione, ma il punto di arrivo di un percorso che trasformi Latina in un capoluogo di provincia attrattivo e inserito nel contesto culturale nazionale”.
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