L’AQUILA – Nella centralissima piazza Duomo, simbolo della rinascita dell’Aquila, città capitale della cultura 2026, si è svolta stamane la cerimonia militare per il 165° anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano. Presenti all’evento il Ministro della Difesa, on. Guido Crosetto, il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano, il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello ed altre autorità civili, militari e religiose.
Iniziata il 4 maggio 1861, la storia gloriosa del nostro Esercito è stata costantemente pervasa da amore per la Patria, onore, senso del dovere, professionalità e altruismo, valori con cui il Tricolore d’Italia continua a sventolare alto in tutti i paesi del mondo.
L’anniversario della costituzione dell’Esercito Italiano rappresenta, per gli uomini e le donne in uniforme, non solo una ricorrenza di grande rilievo, ma anche un momento per rafforzare il legame tra l’Istituzione e la società civile. La commemorazione, intrisa di valori storici e culturali dimostra come l’Esercito Italiano sia un’Istituzione, non solo al servizio della sicurezza nazionale, ma anche innovativa e promotrice di valori universali.
Prima della cerimonia è stata deposta una corona d’alloro al Monumento ai Caduti, presso la Villa Comunale dell’Aquila per commemorare quanti non hanno mai fatto ritorno dalla guerra. In rappresentanza di tutte le armi e specialità dell’Esercito, è stata schierata una Brigata di formazione composta da compagnie in uniforme storica e aliquote di reggimenti ad elevata connotazione specialistica, in grado di operare in contesti ad altissima intensità e multidominio, dove tecnologia e addestramento si fondono in un legame indissolubile. La cerimonia è stata scandita dalle note della Banda dell’Esercito.
”Care donne e uomini dell’Esercito Italiano, oggi non sono qui soltanto per celebrare un anniversario, ma per rendere onore a voi presenti, a chi è impegnato in Italia e all’estero e a chi, purtroppo, non c’è più. Sono qui per rendere omaggio al vostro giuramento – ha rimarcato nel suo discorso il Ministro Crosetto -. Il pensiero va anche al 6 aprile 2009, quando L’Aquila e il suo territorio furono colpiti da un’immane tragedia. Portare qui la Festa dell’Esercito è un segno di rispetto verso una comunità che ha saputo trasformare il dolore in rinascita, rialzarsi e ricostruire. Una comunità che, in quel percorso, non è mai stata sola: ha avuto accanto, da subito, l’Esercito, le Forze Armate, lo Stato. Nelle difficoltà ciascuno di noi cerca una mano a cui aggrapparsi. E quella mano, molto spesso, è quella dei servitori delle Istituzioni: donne e uomini che indossano un’uniforme che non significa prevaricazione, ma servizio; non distanza, ma responsabilità; non potere, ma dedizione. Ognuno di noi sarebbe disposto a sacrificarsi per i propri figli, per la propria famiglia. È naturale. Ma c’è una parte del Paese che ha giurato di fare qualcosa di ancora più grande: sacrificarsi per i figli degli altri, per le famiglie degli altri, per tutti noi. Questo è l’Esercito Italiano. Queste sono le Forze Armate”.
Il Generale Portolano ha poi sottolineato il coraggio e il sacrificio dei Soldati che hanno scritto pagine decisive nella storia d’Italia per la libertà e la democrazia consegnandoci un’eredità che non possiamo permetterci di vanificare. “In 165 anni di storia – ha aggiunto il Generale – l’Esercito ha sempre svolto un ruolo attivo nelle vicende del Paese: ha combattuto la terza guerra di Indipendenza, le guerre Mondiali e la guerra di Liberazione, ma ha anche costruito ponti, soccorso popolazioni e operato per la pace e la stabilità internazionale nei teatri operativi più difficili del mondo, stando sempre tra la gente, sul terreno.
“Qui la cultura si è trasformata in una forza concreta, capace di custodire la memoria e di rappresentare la base dell’identità collettiva – ha dichiarato a sua volta il Capo di Stato Maggiore, Gen. C.A. Carmine Masiello -. Da una parte la tradizione, che preserva e tramanda il passato, dall’altra l’innovazione che interpreta il presente e dà forma al futuro. La pace ha un costo e richiede anche un Esercito e Forze Armate in grado di garantire una deterrenza concreta. Servono una formazione al passo con i tempi, innovazione tangibile e standard operativi elevati. In questa prospettiva, servire la Patria significa assumersi responsabilità profonde, soprattutto nei momenti più difficili, continuando a evolversi per assicurare sicurezza e contribuire alla pace. Ogni miglioramento, ogni capacità acquisita, ha un unico scopo: tutelare la vita dei nostri Soldati. Non esiste priorità più alta”.
Dinanzi alla Bandiera di Guerra dell’Esercito e ad unità schierate, il Ministro della Difesa ha consegnato alcune onorificenze a reparti e al personale distintosi per particolari atti di valore nel corso di operazioni in Italia e all’estero.
Per rappresentare la notevole capacità delle varie componenti militari e l’elevatissima specializzazione dei reparti della Forza Armata, dimostrata anche attraverso il sorvolo di assetti aeromobili su piazza Duomo durante la cerimonia militare, è stato allestito all’Aquila a partire dallo scorso primo maggio il “Villaggio Esercito”. Lungo corso Vittorio Emanuele e in Piazza San Bernardino, infatti, i cittadini hanno potuto cimentarsi in diverse attività e conoscere da vicino l’evoluzione tecnologica, l’addestramento, le capacità e i valori del mondo militare.
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