LATINA – Sub morti alle Maldive, l’esploratore subacqueo di Latina, Giulio Venditti: “Contattato dalla Fanesina, sono pronto a partire”. Si accende l’attenzione internazionale sul caso dei sub dispersi alle Maldive, mentre emergono nuovi dettagli e ipotesi sulle possibili cause della tragedia. A intervenire è l’esploratore speleosubacqueo Giulio Venditti, che ha confermato di essere stato contattato dalla Farnesina e di aver dato la propria disponibilità a partire.

“Ho confermato che sono pronto – ha spiegato – ma ora la gestione è affidata alla Dan Europe, l’ente che si occupa di ricerca e assicurazione per i subacquei a livello mondiale”.

Le ipotesi: miscele e attrezzature sotto osservazione

Al momento, le cause dell’incidente restano tutte da accertare. Tra le ipotesi, quella di un problema legato alle miscele respiratorie o a un malfunzionamento nella ricarica delle bombole, con possibile presenza di monossido di carbonio.

“Si tratta solo di ipotesi – ha sottolineato Venditti – finché non verranno recuperati corpi e attrezzature non si potrà avere certezza”.

Un elemento chiave sarà proprio il recupero dell’equipaggiamento: solo da lì si potranno ottenere risposte concrete.

Il nodo della speleosubacquea

L’esperto ha poi evidenziato un punto fondamentale: la differenza tra immersione tradizionale e speleosubacquea, una disciplina estremamente complessa.

“Parliamo di due mondi completamente diversi. In grotta non hai accesso diretto alla superficie: devi ripercorrere esattamente il percorso fatto per uscire”.

Un’attività riservata a pochissimi specialisti a livello mondiale, paragonabile – per difficoltà e rischio – all’alpinismo d’alta quota.

Il mistero della grotta

Tra i punti ancora da chiarire c’è anche la dinamica dell’immersione: non è ancora certo se i sub abbiano effettuato una penetrazione in grotta o se siano rimasti nelle vicinanze dell’ingresso.

“Solo uno dei corpi è stato trovato vicino all’entrata – ha spiegato Venditti – per gli altri non si sa nulla. Senza il recupero non si può parlare di vera esplorazione”.

Indagini e attesa

Intanto proseguono le operazioni e le verifiche da parte delle autorità competenti. Il caso resta complesso e delicato, mentre cresce l’attesa per fare luce su quanto accaduto.

Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione i rischi estremi delle immersioni in ambienti non accessibili, dove ogni errore può avere conseguenze irreversibili.


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