Erano a Formia, in una casa di proprietà di uno zio materno vicina all’abitazione della madre. Si indaga per sottrazione di minore. Il padre ha avuto un crollo emotivo ed è stato ricoverato in ospedale. Le ragazzine saranno affidate a un’altra struttura
Le hanno ritrovate, in buone condizioni. A., 16 anni, e S., 12 anni, sono vive. Erano nascoste nella casa di uno zio della madre, a Rio Fresco, località di Formia, come ha sempre raccontato il padre. Le due sorelle, scappate quindici giorni fa dalla struttura di accoglienza di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state ritrovate dai carabinieri in un appartamento a fianco della seconda abitazione della madre, Valentina D’Acunto. È stato un blitz, in una zona di palazzi popolari, con tre pattuglie dei carabinieri guidate — le 21,30 di ieri — dal procuratore di Sulmona, Luciano D’angelo.
Aveva detto il padre, Stefano Di Giacinto: «Le mie figlie sono state portate via nella notte una settimana dopo la sentenza che aveva tolto la responsabilità genitoriale alla mia ex moglie». Quando è arrivato sul posto si è sentito male. Lo aveva ribadito il suo avvocato, Francesco Riccardi, che ora racconta: «Ho i brividi sulla pelle, le hanno salvate per la seconda volta». Si è subito messo in auto per raggiungere il luogo del ritrovamento. Aveva indicato questa strada anche il fidanzato di A., l’egiziano Youssef, 18 anni, interrogato per sei ore dalla procura di Sulmona due giorni fa: «So che le due sorelle avevano mantenuto rapporti stretti con il luogo dove erano cresciute, parlavano speso di alcuni zii». Era proprio così. L’ex fidanzato è diventato un testimone chiave e ha portato a far interrompere le ricerche in Abruzzo, in particolare lungo il Lago di Barrea, per portare auto e uomini nella provincia di Latina, tra Minturno, dove vivono sia il padre che la madre, e Gaeta. Da quindici giorni le ragazze erano nell’abitazione di zio Carlo, nella stessa area dove la madre possiede un secondo appartamento. Ora le due ragazze sono state affidate al sindaco di Formia in attesa di essere portate in una nuova casa famiglia nell’area di Cassino. ieri l’avvocato della madre, Enrico Mastantuono, aveva detto che lei, chiusa in casa da quindici giorni insieme al nuovo compagno Vincenzo, di Torre Del Greco, era certa che le ragazze non ci fossero più: «Sono morte. È impossibile — diceva — che, se sono ancora vive, non abbiano trovato il modo di tornare da me». Oggi le considerazioni, portate all’esterno attraverso il legale, assumono una nuova luce: «Il silenzio di Valentina», aveva aggiunto il legale, «è un silenzio-verità, perché non si può quantificare il dolore di una mamma. Lei sa bene come stanno le cose, il marcio che c’è sotto e che ha portato alla tragedia. Lei non è una showgirl, c’è chi fa il frontman in questa situazione, ma lei non fa la showgirl».
Nelle ultime ore le ricerche delle due sorelle scomparse nelle ultime ore avevano cambiato fuoco spostandosi tra Cassino e Minturno, Formia e Gaeta. Dopo la Procura di Cassino, era stata coinvolta anche quella di Latina. Il padre Stefano Di Giacinto era convinto, invece, che le figlie fossero vive: «Il mio cuore dice così». Ora spiega il suo legale, Francesco Riccardi: «Le ragazze si stavano sciogliendo con il papà, stavano ricostruendo un rapporto dopo anni di bugie e manipolazioni da parte della madre». L’uomo, in serata, ha avuto un crollo emotivo ed è stato ricoverato in ospedale.
(Fonte La Repubblica)
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