Che periodo sta vivendo il prodotto calcio rispetto agli altri sport? E quali sono le previsioni per il futuro? Quanto è importante l’elemento identitario nel vostro progetto?
La risposta di Bob Gold: «Penso che come asset il calcio europeo sia sottovalutato. Come saprete, almeno negli Stati Uniti, le uniche trasmissioni che le persone guardano insieme sono quelle sportive. E questo ha contribuito a portare le valutazioni delle squadre statunitensi alle stelle. Molti club europei non hanno il valore che invece a nostro giudizio riuscirà a maturare e ad essere riconosciuto. Bisogna indovinare la parte sportiva, ma fatto quello penso che ci sia un’ondata che possiamo cavalcare, vale a dire la quantità di spettatori e l’aumento dei diritti mediatici. Tutto questo sta arrivando anche in Italia. E noi vogliamo aiutare questo club e il calcio italiano. Questo potrebbe sorprendervi, ma il calcio è attualmente il terzo sport più popolare negli Stati Uniti. Come investitori nei media vediamo una grossa sovrapposizione tra i media e il calcio».
La risposta di Charlie Lambropoulos: «Lo sport è connesso profondamente a una narrazione. I tifosi hanno una forte identità. Quando si cerca di fare qualcosa di fasullo è ovvio che non può funzionare. Quando viaggio nelle grandi città in Europa o in America Latina vedo che si somigliano quasi tutte. C’è sempre uno Starbucks. Per me la cosa davvero speciale per Frosinone è che abbia una sua identità e che vogliamo preservare, raccontare senza inventare nulla di nuovo».
Parola a Wills Hapworth: «Essere qui è bellissimo. Negli ultimi dodici anni ho lavorato nelle aziende tech. Con Charlie abbiamo cercato di lavorare sulle tecnologie che possono cambiare il mondo. La mia vita è stata scandita da incontri fondamentali. Avere le partnership giuste è fondamentale per fare bene il proprio lavoro. Al mondo piace la storia dell’underdog, come la storia di Davide e Golia. Affinché Davide potesse diventare Golia è dovuto diventare più intelligente e pensare con più creatività. Credo che sia questo quello che vogliamo per il Frosinone. Pensare in modo più intelligente per capire come diventare Golia. Se ci riusciamo la storia del Frosinone raggiungerà ogni angolo del mondo. Insieme possiamo rendere questo possibile».
È il turno di Charlie Lambropoulos: «Per me è un sogno essere qui. Mi sono dedicato al settore dell’informatica, ho formato società di advertising e software, in cui mi sono specializzato in analisi dei dati e IA. Sono entusiasta di poter collaborare con Rosario e con il presidente. È un grandissimo onore».
Bob Gold si presenta: «Siamo contentissimi di entrare a far parte di questo club. È molto importante che in questi due anni sia Rosario che il presidente rimangano alla guida della società. Riconosciamo che nel corso degli anni il club abbia costruito una base molto solida, sia sul campo che fuori. Clara Vista è impegnata a rispettare in ogni senso le basi gettate, ma anche a potenziarle. A investire per garantire un successo a lungo termine. Vogliamo guadagnare la fiducia dei tifosi e di questa comunità. Abbiamo deciso di formare Clara Vista per invesire nello sport e nella tecnologia. E abbiamo raccolto delle risorse importanti. Il nostro primo investimento sportivo è stato all’Ipswich. Ma vorrei chiarire un punto: il nostro investimento nel Frosinone non è correlato al’Ipswich. È totalmente indipendente. Non è nemmeno un investimento di Gamechanger20. Clara Vista non persegue una strategia che unisca più club.
Come ricordava il presidente abbiamo firmato il 15. Fare previsioni ora sarebbe affrettato. Il nostro ruolo ora è seguire la leadership di questo club, fornire ciò che siamo bravi a fornire, ovvero dati e capitali. E fare tutto ciò che ci chiederanno per mantenere questa società in Serie A. Il presidente ha detto che tratterà i nostri soldi come se fossero i suoi. Questo è bellissimo. È molto generoso, è un uomo d’affari e un imprenditore di grandissimo successo. Prendiamo tutto ciò che ha fatto e aggiungeremo ciò che siamo bravi a fare. Cosa mi ha colpito della società? ricordo la gara contro il Palermo. Quando hai la possibilità di essere seduto al Benito Stirpe con il tramonto è lì che ci si innamora. C’è un paesaggio splendido e una gran passione dei tifosi e una società seria. Questo mi ha fatto innamorare. Co-partner? Abbiamo investitori in Clara Vista. Clara Vista è il socio del club, non uno dei tanti.
Non ho mai effettuato investimenti per cui non fossi totalmente appassionato. Ho lavorato con diverse società in Italia, ma non ho mai trovato la passione che c’è a Frosinone. Lavoriamo per le persone che ci affidano i loro soldi. Per questo non sarebbe giusto lavorare qui se non pensassimo che sia un investimento valido. Saremo pazienti, apporteremo il capitale necessario e pensiamo che nel tempo possa essere un investimento straordinario».
Ci sono in programma viaggi negli Stati Uniti?
«Credo che questa sia un’ottima occasione. Ci siamo stati anni fa e possiamo sicuramente tornarci».
Ci sono notizie per la strada degli ospiti?
«Ogni sera vado a vedere se ci sono progressi. Spero che ci sia un colpo di reni e che si possa arrivare alla partita con la Juve con la strada fatta. Sarebbe un bel colpo e un bel biglietto da visita per chi è venuto qui a investire dei soldi».
Qual è stata la principale richiesta ai nuovi soci?
«Di volere bene al Frosinone. Questa è stata la richiesta più importante».
Qual è la cifra che Clara Vista ha investito per l’80% della società?
«Clara Vista ha immesso nel Frosinone Calcio 35 milioni di euro e ha dato 6 milioni e mezzo all’azionista per ripianare un debito che questo azionista aveva contratto a nome e per conto del Frosinone Calcio. Complessivamente, dunque, ha messo 41,5 milioni di euro».
Quali sono gli obiettivi della società?
«Dobbiamo mettere fine al tema delle infrastrutture. Ci servirà per sviluppare al meglio il settore giovanile. Dobbiamo adottare una politica di marketing più aggressiva. Anche la comunicazione va cambiata. Dobbiamo saper comunicare meglio le cose che facciamo. Su alcune non ci riusciamo. Facciamo sacrifici e poi nessuno lo sa. Bisogna crescere su questo se vuole stare nel mondo che conta, a partire da me».
L’analisi dei dati per costruire la squadra è già attiva?
«Si, la stiamo già utilizzando. Penso che entro un paio di settimane qualche operazione potrà concretizzarsi grazie a questa nuova tecnologia»
Fra due anni potrebbe lasciare?
«Non lo so, dovrai richedermelo tra due anni. Nessuno è attaccato alla sedia».
Cosa cambia a livello di budget per la costruzione della nuova squadra?
«Senza entrare nella profondità dei numeri: avremo delle risorse aggiuntive importanti e migliorative. Ma vorremmo utilizzarle bene. Partire dalla base che abbiamo e andarla a puntellare dove pensiamo di avere criticità. Poi è importante il risultato, ma la cosa più importante è la salute della società. Il fatto di avere disponibilità in più ci deve indurre ad avere maggior senso di responsabilità per il loro utilizzo, senza sperperare il denaro degli altri. Non aspettatevi dollari che volano, non sarà così. Ma abbiamo risorse importanti per fare certi tipi di ragionamenti. Se fossi rimasto da solo cedere Ghedjemis sarebbe stata una necessità di domani mattina. Oggi è un’opzione che possiamo non prendere in considerazione. Siamo liberi di scegliere».
Ci sono dei co-investitori?
«No, ci sono solo loro. E se ci saranno ve lo dirà Clara Vista».
Perché il Frosinone ha attratto il Clara Vista? E perché il Frosinone è stato attratto da Clara Vista?
«La differenza la fa la qualità delle persone. Attraverso le loro esperienze, se le approfondirete, vi renderete conto che sono persone di grandissimo livello. È questo che mi da fiducia. Questo è stato l’unico partner che aveva tutte le qualità per lavorare con noi».
È corretto dire che da oggi può partire un modello Frosinone?
«Il modello Frosinone esiste e funziona. Qui l’ambizione è quella di costruire una partnership solida basata sulla trasparenza e l’armonia. Che attraverso le competenze di ognuno di noi sappia far crescere il Frosinone. È questo l’unico obiettivo: far crescere il Frosinone»
Presidente, come si sente?
«Mi sento bene. Il mio obiettivo è sempre stato lasciare il Frosinone in mani solide. Sono sereno e tranquillo. Come ho detto questo è un gesto di generosità. Lo si fa se si è consapevoli e convinti di ciò. eravamo pronti da tanto. Penso che con Clara Vista ci sono tutte le condizioni per fare un buon lavoro. Abbiamo bisogno di modernizzare un mondo che è rimasto indietro. Se l’Italia non va ai Mondiali da tempo è anche per questo».
Il presidente conclude così il suo discorso introduttivo: «Pensiamo di aver aperto una nuova prospettiva per il Frosinone Calcio. Il nostro staff potrà avere tutto ciò che manca per il marketing, gli aspetti finanziari e la comunicazione. Spero e mi auguro che questo possa essere un grosso step di crescita per la nostra società. Ringrazio coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa operazione. Rosario Zoino, l’avvocato Mattia Grassani, tutto il team di lavoro di Clara Vista. Siamo all’alba di una nuova era che speriamo possa farci raggiungere la salvezza in Serie A. Poi vedremo cosa saremo capaci di fare in futuro».
I dettagli sul fondo: «Clara Vista è una piattaforma di investimento che opera nel settore sportivo ed è basata sui dati. Tenetelo bene a mente, perché le strategie del Frosinone saranno sempre più orientate verso l’uso dei dati, soprattutto per quanto riguarda il reclutamento di calciatori, tecnici e staff. Avrà una quota dell’80%. Parallelamente, anche nella la società che gestisce le infrastrutture assumerà la maggioranza, avendo rilevato il 51%. Per quanto riguarda la governance rimarrò presidente almeno per due anni, in un board composto da 5 membri. Io e Rosario Zoino rappresenteremo la parte Stirpe. Bob Gold, Charlie Lambropoulos e Wills Hapworth saranno i tre membri del CdA. Alla fine del secondo anno ci ritroveremo e in funzione dell’utilità, dell’efficacia e nella capcità di saper andare d’accordo stileremo i piani per gli anni a venire. Non sarà una presidenza di traghettamento, ma operativa. Lavoreremo insieme per portare avanti il programma di questi anni con l’obiettivo di fonderlo con le tante idee che il fondo ci ha portato. Clara Vista è perfettamente complementare a tutte le nostre competenze. Loro hanno quello che noi non abbiamo e viceversa. Quando si fanno queste operazione bisogna evitare di sovrapporsi, che gli stessi soggetti si mettano a fare lo stesso lavoro. È composta da investitori statunitensi che hanno grande capacità finanziaria, anche nelle franchigie delle NFL. Secondo Forbes 400 il fondo ha una dotazione di 250 milioni di dollari. Ha leadership finanziaria e competenza operativa anche nel settore dei media e delle tecnologie. Nel settembre 2025 ha completato il processo dell’acquisizione della partecipazione di controllo dell’Ipswich Town. Opera negli Stati Uniti, nell’Inghilterra e ora in Italia. Ha come obiettivo di essere presente in Spagna».
Stirpe: «Questa quarta promozione bisogna viverla con uno spirito diverso, per me è stata un’accelerazione. Dobbiamo provare a combattere in modo diverso. Siamo stati bravi ad andare in Serie A. Ora serve non rimanere attaccati alle proprie poltrone, ci vuole una capacità di saperci mettere in discussione. E per fare un ulteriore step di crescita occorrono altre armi, che al momento non abbiamo. Settimane fa vi ho parlato di compiere un gesto di generosità, di mettere in discussione la propria leadership e sacrificarla per avere strumenti adatti per raggiungere un certo tipo di risultato. Ecco la logica che c’è dietro l’operazione con questo nuovo fondo. Il fondo è Clara Vista. Il 15 giugno abbiamo accettato un’offerta e qualche minuto fa abbiamo firmato il contratto, che avrà bisogno di essere implementato con un closing a fine luglio. La partnership è operativa a tutti gli effetti e da qualche settimana lavoriamo già insieme».
( Fonte Ciociaria Oggi )
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