Addio Adinolfi : La Ciociaria perde il pugile che la portò sul tetto d’ Europa

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Ci ha lasciato Domenico Adinolfi originario di Ceccano. Il guerriero del ring, l’uomo che non aveva paura di niente, si è dovuto arrendere a una spietata rivale, ma ci piace pensare che da qualche parte le stia ancora dicendo di no.

Non era un personaggio semplice, Domenico, e questo inevitabilmente porta a complicarsi la vita. Ma è stato un campione vero, nello sport più vero e spietato, la boxe. Della nobile arte fu interprete mirabile e nell’ambito di categorie dove, per quanto tu sia bravo con la scherma, i pugni che dai e ricevi sono pesanti. Campione italiano dei medio-massimi e dei massimi, campione europeo dei medio massimi, onorò in ogni angolo del mondo il nome della Ciociaria e della sua Ceccano.
I massimi esperti della boxe ne parlavano in termini lusinghieri, perché il suo era un pugilato senza sconti, un arrembare frenetico, un modo di combattere che ricordava quello dei grandi pugili centroamericani.
Ben 51 match vinti, tanti ko inflitti agli avversari, ma il suo match più iconico resta quello europeo con Mate Parlov, jugoslavo, quando Serbia e Croazia erano una nazione sola. Domenico uscì dal ring sconfitto per ko tecnico all’undicesimo ripresa, ma più che il bravissimo avversario a sconfiggerlo fu l’arbitro inglese, che ne frenò l’impeto e la rimonta concedendo a Parlov di rifiatare grazie a un paio di conteggi pretestuosi. Domenico fu il solo a non far polemiche, accettò il verdetto e poi divenne anche amico di quel fiero rivale. Meno accondiscendente fu verso i vertici della federazione, che gli negarono passerelle e onori che pure avrebbe meritato per la statura di pugile ed il valore di uomo.
Credeva nell’amicizia, Domenico, e forse non tutti seppero ripagarlo con identica moneta.
Mai incline al sì d’ordinanza, sempre verace, come quando a centro ring sfidava gli avversari con spirito indomito. Prese a pugni la vita, ma amò con vigore. Combattè ogni battaglia che ritenne degna d’esser combattuta, un generoso signor no, cui il mondo non riconobbe la palese grandezza. Gli diciamo addio e grazie, grazie per essere stato campione sul ring e nella vita. Senza scorciatoie, senza sconti, senza compromessi. Ciao Domenico

( Fonte Ciociaria Oggi )


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