LATINA – Salvatore De Monaco, una vita dedicata alla destra e alla politica. Consigliere comunale del Movimento Sociale Italiano e poi di Alleanza Nazionale , è stato Presidente del Consiglio Comunale, Assessore in Provincia, di cui è stato anche Presidente, seppur facente funzioni.

Lo incontriamo al bar “Turi Rizzo”, il suo storico quartier generale. Ordiniamo due caffè rigorosamente in tazza grande, vezzo che abbiamo in comune. A margine del convegno con il Prof. Cervellati proviamo a fare il punto della situazione, tra memoria storica e futuro.

Salvatore De Monaco presiedeva l’Aula del Consiglio Comunale che approvò il Prg di Cervellati…

Sì, alle tre del mattino dopo una lunghissima maratona in Consiglio.

Quindi ha torto l’Assessore attuale ai Lavori Pubblici Emilio Ranieri quando sostiene che una parte della politica non approvò quel piano?

La politica approvò il Prg di Cervellati. Forza Italia ed una parte della sinistra votarono contro il piano, che poi venne approvato da Alleanza Nazionale con il voto favorevole di alcuni esponenti della minoranza. Dopodiché il piano è stato bocciato dal Tar per un errore dell’assessore all’urbanistica dell’epoca. Questa è la storia del Prg di Cervellati. Dopodiché mi risulta che il Prof. Cervellati fu richiamato dal Sindaco Zaccheo, che succedette a Finestra alla guida della città, per concordare il da farsi. Cervellati disse, allora, di non essere intenzionato a lavorare su di un piano bocciato dal Tar.

Lei ha avuto tanti incarichi istituzionali e questa città la conosce, la percorre. Come la vede Latina?

Io amo profondamente questa città. Devo purtroppo rilevare che oggi Latina è nel più completo abbandono. L’aspetto estetico della città ed i servizi, punti qualificanti del programma con il quale mi sono candidato a Sindaco con il simbolo del Movimento Sociale Italiano, sono i temi qualificanti dai quali ripartire.

Cervellati ha parlato tanto anche di Marina. A che punto siamo con la programmazione per un’area così strategica per il nostro territorio ?

L’amministrazione guidata da Coletta non sta offrendo nessuna prospettiva di sviluppo per la Marina, ma più in generale per l’intera città. Noi avevamo invece una visione, pur criticabile, che contemplava la città universitaria con Palazzo M che sarebbe divenuto sede del rettorato. Il policlinico a Borgo Piave che avrebbe creato una vera sinergia con l’università di medicina. Avevamo progettato il porto di Foce Verde che avrebbe comportato una riqualificazione complessiva del lungomare. Ieri Cervellati, a ragione, si è scagliato contro le cosiddette palafitte, cioè le costruzioni sulle dune del nostro mare. Ricordo che nel 1995 ero Capogruppo dell’Msi, e feci un emendamento al bilancio per poterle abbattere.

Il centrodestra di Latina pare disorientato e confuso, non le pare?

Come in tutta Italia anche a Latina il centrodestra, come lo abbiamo conosciuto, non esiste più. Aritmeticamente è ancora maggioritario in città, ma non basta. Poi ci sarebbe bisogno di una politica che faccia il suo mestiere.

Noi parliamo di centrodestra, ma a pare che sia rimasto solo il centro. La destra storica di questa città è stata rappresentata da Finestra, Zaccheo, Romano Saurini, Caldarini, Domizi, Benito Berna, Guercio ed anche un po’ dal sottoscritto. L’anima della destra non può che far bene all’intero centrodestra.

Il rischio, altrimenti, è che si replichi la situazione delle scorse amministrative. Una spaccatura senza precedenti che portò alla vittoria di Coletta..

Noi che abbiamo raggiunto ormai una certa esperienza dovremmo impegnarci a far sì che questo non accada. Con gente responsabile come me, Vincenzo Zaccheo e tanti altri che sono stati amministratori di questa città potremmo giungere ad un’unità definitiva del centrodestra. Non una sommatoria di sigle, ma la ricostituzione di una comunità umana.


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