LATINA- Siamo nel Giugno del 2017. In Comune, precisamente nella sala “De Pasquale”, va in scena una conferenza stampa alla quale partecipano il Sindaco, l’Assessore Ciccarelli, Pietro Gava (allora Segretario di Lbc).
Vengono annunciate misure volte a sostegno di un progetto per il microcredito che la Caritas diocesana realizza in partnership con la Cassa Rurale Artigiana dell’Agro Pontino.
In quella conferenza stampa il Comune annunciava che le risorse destinate all’ente dal 5 x 1000 sarebbero state indirizzate a tre progetti diversi: uno per contrastare l’inclusione sociale, un altro per l’emergenza abitativa ed in ultimo quello del microcredito coordinato dalla Caritas.
Damiano Coletta, in quella circostanza, ebbe a dire :“Io il martedì incontro i cittadini e nel 90% dei casi il problema è non riuscire a pagare l’affitto o le bollette, per non parlare delle spese sanitarie. A questo serve il microcredito”.
Parole condivisibili, ovviamente. Nella lettera che il primo cittadino diffuse ad un anno dalla sua elezione venne ribadito l’impegno del Comune per sostenere il progetto del microcredito suddetto. Peccato fossero impegni a parole, senza alcun riscontro pratico ed oggettivo.
Tanto è vero che l’idillio fra Lbc e Gava è durato ben poco.
In pratica, la Caritas di Latina dal Comune non ha mai visto una lira, anzi un euro.
C’è di più. Per l’anno 2019 esce un bando, consultabile sull’albo pretorio recante la dicitura “Bando multimisure per concessione contributi ordinari ambito sociale”. Un avviso pubblico la cui scadenza è a quindici giorni in un periodo di festività. Non proprio il massimo quanto a trasparenza.
L’art. 4 del Codice del terzo settore, a seguito della riforma varata dal Governo Renzi, impedisce alla Caritas di rientrare nella categoria del terzo settore. Il paradosso di questa riforma è, quindi, l’esclusione dal novero delle imprese sociali e più in generale dagli ets delle fondazioni e\o associazioni che operano a favore di minori, anziani, disabili ed altre categorie fragili fino ad oggi, tra l’altro, riconosciute nel regime di favor delle Onlus, quali soggetti che esercitano attività di utilità sociale.
Ora, a parte che per devolvere delle somme alla Caritas diocesana sarebbe bastata una delibera di Giunta o, se ci fosse stata la volontà politica, si sarebbe potuta inserire una semplice dicitura nel bando per consentire agli enti morali e civilmente riconosciuti di poter partecipare all’avviso pubblico.
Non sappiamo le ragioni che hanno spinto l’amministrazione a considerare il progetto per il microcredito strategico nel 2017 , salvo poi dimenticarsene negli anni seguenti. Certo è che dimenticare il servizio di carità e misericordia della Caritas costituisce, al di là della dimensione cristiana, un vero peccato.
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