Giuseppe Cicciù aveva compiuto 51 anni ad agosto, era originario di Reggio Calabria. Mario Dicuonzo aveva compiuto 59 anni da poco, il 20 gennaio, era di Capua, nel Casertano. Sono loro i due macchinisti del treno Frecciarossa morti questa mattina nel disastro ferroviario all’altezza di Casalpusterlengo, nel Lodigiano. Si trovavano nella motrice del treno che – per cause ancora da accertare – all’altezza di uno scambio è andata sul binario sbagliato, finendo contro un deposito, mentre il resto del treno continuava la sua corsa su un altro binario.
Giuseppe icciù era un delegato sindacale della Fit Cisl. Aveva da poco avuto una figlia. Anche Dicuonzo aveva un figlio ed era sposato. La sindaca di Pioltello – luogo del precedente disastro ferroviario di due anni fa – Ivonne Cosciotti, saputo che Dicuonzo viveva nella sua città, ha proclamato il lutto cittadino con le bandiere a mezz’asta. “L’incidente ferroviario per il deragliamento del treno dell’Alta Velocità Milano-Salerno, avvenuto all’alba nei pressi della stazione di Livraga in provincia di Lodi, mi addolora profondamente. Penso ai due macchinisti rimasti vittime, ai feriti e alle loro famiglie. A loro la mia solidarietà e massima vicinanza”. E’ quanto dichiara in una nota Roberto Traversi, sottosegretario al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. “Gli esperti del nucleo specializzato in disastri ferroviari della Polfer sono già sul posto per accertarne le cause. Occorre presto fare chiarezza e adottare costantemente tutte le misure utili per evitare queste tragedie, affinché la sicurezza di coloro che lavorano nel sistema trasporti e di tutti i cittadini che quotidianamente utilizzano il treno come mezzo di collegamento, non venga messa a repentaglio”.
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