Se la storia rende conto del nostro radicamento nel passato essa è anche garante della prospettiva dell’avvenire e quindi del dinamismo del presente.
Pierre Pierrad
Gli uomini primitivi di Neanderthal, secondo le ricerche e gli studi degli archeologi dell’Università di Cambridge, nelle grotte nelle quali vivevano, seppellivano i loro morti dando vita a un cimitero. Inoltre avevano riti funerari nei quali utilizzavano anche i fiori. Tutto ciò è segno di una inattesa complessità culturale.
Gli antropologi hanno stabilito che il legame di coppia, della famiglia naturale, la relazione tra due persone unite in matrimonio, è nata otto-novemila anni fa in Mesopotamia nel bacino delle prime grandi civiltà delimitato dai fiumi Tigri ed Eufrate.
Date storiche importanti sulle principali scoperte dell’uomo da ricordare: il fuoco (paleolitico inferiore); la ruota (Sumeri 3500 a.C.); la scrittura (Sumeri 3200 a.C.); l’alfabeto moderno (Egitto 2000 a.C.); la caduta dell’Impero romano (476 d.C.); Carlo Magno e Sacro Romano Impero (Natale 800 d.C.); la stampa (Gutenberg 1450); Cristoforo Colombo (1492).
Nel 312 a.C. Appio Claudio, che apparteneva a una delle più antiche famiglie romane, fece costruire la strada che da lui prese il nome. Collegava Roma con Capua allora città molto importante dal punto di vista strategico, militare e culturale. In seguito fu prolungata fino a Benevento e poi a Taranto. Infine tra il 108 e il 110 l’imperatore Traiano la portò fino a Brindisi, città ponte verso la Grecia.
Lungo il cammino dell’Appia antica, costruita oltre duemila anni fa e definita Regina viarum, si possono incontrare tombe, terme, resti di templi e altre costruzioni romane, nonché catacombe delle prime comunità cristiane. Uno dei siti più visitati è l’imponente Mausoleo di Cecilia Metella (costruito tra il 30 e il 1° a.C.), figlia di Quinto Cecilio, politico romano vissuto nel I secolo a.C. .
Gli incunaboli, termine convenzionalmente adoperato per indicare i libri a stampa, sono i preziosi volumi che nella seconda metà del XV secolo segnano il passaggio dal manoscritto alla nuova arte della tipografia, quando la sancta ars, elogiata da Niccolò Cusano, era ancora in incunabolis, ossia “in fasce”.
La storia della stampa a caratteri mobili ha ufficialmente inizio intorno al 1450 quando Johannes Gutenberg portò a termine l’impresa della famosa Bibbia a 42 linee. In Italia la tecnologia dei caratteri mobili arrivò nel decennio successivo per iniziativa di due tipografi tedeschi Conrad Sweynheym e Arnold Pannartz, che a Subiaco stamparono le opere di Lattanzio. Il capolavoro della tipografia veneziana di Aldo Manuzio, la leggendaria Hypnerotomachia Poliphili con le xilografie è stato realizzato nel 1499.
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