Stefano Cetica:” Ci ha lasciati Giulio Maceratini. Quando la destra era garantista e a Strasburgo in risposta all’Internazionale ci fece intonare Giovinezza”.

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Stefano Cetica, già Assessore al Bilancio della Giunta Polverini

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un intervento di Stefano Cetica-già Sindaco di Cerveteri, Segretario Nazionale Ugl ed Assessore al Bilancio della Giunta Guidata da Renata Polverini- sulla morte del Senatore Giulio Maceratini, dirigente di primo piano della destra italiana. 

“Chi segue le cronache di questi tempi in cui i Salvini di turno invocano la galera e chiedono di buttare via le chiavi di fronte a qualsiasi cittadino inquisito, stenterà a credere che c’è stato un tempo in cui la Destra era spavaldamente e rigorosamente garantista.

Un tempo in cui fior di avvocati solcavano le aule giudiziarie della Penisola assumendo la difesa dei più importanti casi di cronaca giudiziaria nazionali ma, soprattutto, tiravano fuori dalla galera gli attivisti del partito perennemente alle prese con una magistratura già allora ampiamente politicizzata.

Da Titta Madia a Vittorio Battista (padre di Pierluigi, ex gruppettaroe ora, coerentemente, editorialista del Corriere della Sera), da Michele Marchio a Bartolo Gallitto, da Raffaele Valensise a Vincenzo Trantino fino ai più recenti e purtroppo scomparsi prematuramente, Enzo Fragalà e Alberto Simeone (che, con una legge che portava il suo nome, aveva esteso i benefici della Legge Gozziniai detenuti più poveri finendo col pagare con la non ricandidatura la deriva giustizialista che Gianfranco Fini aveva nel frattempo imposto ad AN).

Tra questi autentici prìncipi del foro spiccava, sin da giovane, Giulio Maceratini, grande mattatore delle aule di giustizia nonché straordinario oratore capace di infiammare le platee nei comizi che, senza risparmio di energie, improvvisava ovunque nelle piazze dItalia.

Consigliere regionale del Lazio allesordio delle Regioni, divenne presto deputato e successivamente senatore non disprezzando persino un breve passaggio al Parlamento europeo fino a quando una grave malattia non lo costrinse ad un anticipato ritiro dalla politica attiva.

È stato a lungo il prezioso braccio destro di Pino Rauti, riuscendo sempre a mediare e ricucire gli strappi inevitabili, soprattutto in fase congressuale (perché un tempo, pensate, si facevano persino i congressi…) con la linea di Giorgio Almirante, senza mai rinunciare a sostenere le idee e le tesi, a volte autenticamente rivoluzionarie e sicuramente anticipatrici dei cambiamenti che sarebbero arrivati nella politica e nella società, che la corrente rautiana incarnava.

Appoggiò Fini dopo la scissione prodotta dalla svoltadi Fiuggi rompendo un sodalizio con Rauti che durava da un quarto di secolo; la malattia gli impedì di compiere fino in fondo il percorso nuovo è difficile che aveva scelto.

Era un uomo estroverso e coraggioso, amante della vita e della sua professione di avvocato che cercava di conciliare in ogni modo con limpegno parlamentare.

Era anche intonato: in una cena a Strasburgo nella sede del Parlamento europeo a metà degli anni ottanta, ci chiese di alzarci in piedi per rispondereall’”Internazionaleche un centinaio di comunisti portoghesi avevano appena finito di cantare.

Sia mai che ci si canti impunemente in faccia lInternazionaledisse a noi cinque che, grazie a lui, avevamo organizzato una mostra fotografica sulla Necropoli etrusca di Cerveteri.

E così, seguito dal nostro piccolo coro improvvisato e per la verità un potimoroso, iniziò a cantare a squarciagola Giovinezza, suscitando linatteso applauso dei lusitani sorpresi e divertiti da tanta sfrontatezza.

Giulio ci ha lasciati il 25 luglio, data funesta che, per lui, già rappresentava comunque un lutto”.

Stefano Cetica

già Assessore al Bilancio della Regione Lazio

Il Sen.Giulio Maceratini


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