Una nuova pagina della storia aeronautica si apre a Frosinone. L’Aeronautica Militare ha ufficialmente costituito il 66° Stormo, il nuovo reparto che avrà il compito di formare i piloti e gli operatori degli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR), i sistemi comunemente conosciuti come droni. La nuova struttura sorgerà presso l’aeroporto militare “Girolamo Moscardini” e rappresenta il primo passo verso la realizzazione di un ambizioso Polo Formativo APR Interforze destinato a diventare un punto di riferimento nazionale per l’addestramento e la sperimentazione nel settore.
La nascita del 66° Stormo segna una svolta strategica per la Difesa italiana, chiamata ad affrontare le profonde trasformazioni del contesto geopolitico e tecnologico contemporaneo. I conflitti moderni hanno infatti evidenziato il ruolo sempre più centrale dei sistemi a pilotaggio remoto, dell’intelligenza artificiale, della raccolta dati e delle tecnologie avanzate di osservazione e sorveglianza.
Dal 72° Stormo al futuro della Difesa
La scelta di Frosinone non è casuale. Per oltre sessant’anni l’aeroporto Moscardini è stato la casa del 72° Stormo, storica scuola di volo che ha formato generazioni di piloti di elicottero dell’Aeronautica Militare e delle altre Forze Armate.
Addio 72° Stormo, ma il Moscardini non si ferma
Oggi quella tradizione non viene abbandonata, ma evolve. Se per decenni Frosinone è stata sinonimo di formazione elicotteristica, nei prossimi anni diventerà uno dei principali centri italiani dedicati alla preparazione degli specialisti dei sistemi APR, una delle capacità più richieste nei moderni scenari operativi.
L’obiettivo della Difesa è quello di concentrare in un’unica sede le principali attività formative, dottrinali e sperimentali del settore, favorendo una maggiore integrazione tra le diverse Forze Armate e garantendo percorsi addestrativi uniformi secondo gli standard NATO.
Nasce il Polo Formativo APR Interforze
Il 66° Stormo rappresenta il primo tassello di un progetto molto più ampio. Il Polo Formativo APR Interforze coinvolgerà infatti anche personale e assetti dell’Esercito Italiano, dando vita a una struttura unica nel suo genere.
La nuova organizzazione consentirà di razionalizzare le risorse, aumentare l’interoperabilità tra le Forze Armate e sviluppare nuove competenze in un settore destinato a diventare sempre più strategico.
All’interno del Polo saranno sviluppati percorsi formativi basici, avanzati e specialistici per il personale destinato a operare sui sistemi APR di categoria “Certified”, quelli impiegati nelle missioni più complesse e tecnologicamente avanzate.
Perché si chiama 66° Stormo
Anche la scelta del nome ha un significato preciso.
La denominazione “66° Stormo” è stata individuata per inserirsi nella tradizione delle Scuole di Volo dell’Aeronautica Militare e per richiamare il patrimonio storico dei reparti dedicati all’osservazione aerea. Una missione che nel corso degli anni si è trasformata profondamente e che oggi trova una naturale evoluzione proprio nelle capacità offerte dagli Aeromobili a Pilotaggio Remoto.
Si tratta quindi di un collegamento ideale tra passato e futuro: dall’osservazione del territorio svolta dagli equipaggi del passato alle moderne attività di sorveglianza, intelligence, raccolta dati e supporto alle operazioni garantite dai droni di nuova generazione.
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Anche lo stemma del nuovo reparto è stato concepito per rappresentare questa evoluzione. Il simbolo scelto è una gazza stilizzata in chiave tecnologica, emblema di osservazione, intelligenza e capacità di analisi. Gli elementi grafici richiamano il rapporto tra uomo e macchina, i sistemi di comando e controllo, la formazione del personale e la continua spinta verso l’innovazione.
Le parole del Ministro Crosetto
A sottolineare l’importanza del progetto è stato il Ministro della Difesa Guido Crosetto.
“Oggi la Difesa dà il benvenuto a un nuovo Reparto dell’Aeronautica Militare: il 66° Stormo di Frosinone. Si tratta di un primo, sicuramente significativo, passo verso la realizzazione di una progettualità più complessa: un Polo formativo interforze che coinvolgerà anche personale ed assetti dell’Esercito Italiano e consentirà di riunire in un’unica sede le principali realtà formative, dottrinali e sperimentali del settore dei sistemi a pilotaggio remoto della Difesa”.
Il ministro ha inoltre evidenziato come la tecnologia non sostituisca il fattore umano ma ne amplifichi le capacità operative, riducendo l’esposizione al rischio e rendendo più efficaci le missioni affidate alle Forze Armate.
Una grande opportunità per Frosinone
La costituzione del 66° Stormo rappresenta una notizia importante non soltanto sotto il profilo militare, ma anche per il territorio.
La presenza di un polo nazionale dedicato ai sistemi APR potrebbe infatti generare significative ricadute economiche e occupazionali. L’arrivo di istruttori, personale specializzato, frequentatori dei corsi e tecnici provenienti da tutta Italia porterà benefici diretti al comparto alberghiero, alla ristorazione, ai servizi e alle attività commerciali del territorio.
Non solo. Un centro di eccellenza dedicato alle tecnologie emergenti potrebbe favorire nel tempo la nascita di collaborazioni con università, centri di ricerca, istituti tecnici e aziende operanti nei settori dell’aerospazio, della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e dell’innovazione digitale.
Per una provincia che negli ultimi anni ha spesso dovuto fare i conti con crisi industriali e difficoltà occupazionali, il nuovo Polo APR può rappresentare una concreta occasione di rilancio e attrazione di investimenti.
Un riconoscimento al valore strategico della Ciociaria
La scelta di Frosinone conferma inoltre il valore strategico dell’aeroporto Moscardini e delle competenze sviluppate nel territorio nel corso dei decenni.
L’eredità lasciata dal 72° Stormo non viene dispersa, ma valorizzata e proiettata nel futuro attraverso un progetto che colloca il capoluogo ciociaro al centro di uno dei settori più innovativi della Difesa moderna.
Con la nascita del 66° Stormo, Frosinone si candida a diventare una delle capitali italiane della formazione aeronautica del futuro, un luogo dove tradizione, innovazione e sviluppo tecnologico si incontrano per rispondere alle nuove sfide della sicurezza nazionale e internazionale.
(Fonte Frosinone Today )
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