A Melfi la nuova mostra di Antonio Telesca curata dal cavaliere Di Ruvo

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MELFI (PZ) – Sarà inaugurata domenica 14 settembre la nuova mostra curata dal critico d’arte Mauro Di Ruvo al Palazzo della Curia vescovile di Melfi. Nella bellissima Sala degli Stemmi, aperta in pochissime occasioni di pregio come questa, saranno ospitate le opere dell’artista lucano Antonio Telesca, originario di Acerenza e ormai attivo da più di cinquant’anni a Forenza, una cittadina arroccata nell’entroterra lucano da cui è possibile scorgere il magnifico panorama pugliese delle Murge, per questo nota  anche come “Balcone delle Puglie”. È proprio da questo balcone che si affaccia l’atelier dell’artista, il “laboratorio demiurgico”, lo ha definito più volte Di Ruvo, che ha plasmato il nuovo genere di arte astratta. Il nuovo astrattismo ha anima lucana, afferma il famoso critico, compiaciuto dell’occasione di mostrare al pubblico di chi verrà ad assistere, “come la fede e la ragione siano due facce di uno stesso amuleto antico che l’umanità ha a volte dismesso e a volte ricolto da terra abbandonato”.

“AISTHESIS, tra la fede e la ragione” è infatti il titolo di questa mostra che è stata voluta e organizzata anche dalla lungimiranza del vescovo Mons. Ciro Fanelli e del cancelliere Mons. Ciro Guerra, in collaborazione col noto critico d’arte. Nel titolo si ravvede il tentativo  di riunire nel dogma umano, l’inconciliabilità della fede e della ragione. La tecnica dell’acrilico policromo, talora smaltato talora sbalzato, afferma Di Ruvo,  impregna quasi come una serie di antichi ideogrammi astrali la vista dello spettatore, che si sovraccarica di plurime sensazioni tattili ed emotive che rendono quello di Telesca un nuovo genere sacro astratto. <<L’aisthesis – spiega il critico d’arte Di Ruvo – occupa qui una sede meno laica di quella che finora le additato la tradizione pittorica accademica.  Potremmo dire che quella di Telesca è una aisthesis meno kierkegaardiana, e più leopardiana, concepita come “senso sacro universale”. L’esercizio di Telesca è un sacerdozio dell’immagine morale che deve perturbare nella coscienza la contingenza della vanitas, la fuga delle cose terrene>>. L’evento è stato patrocinato dallo stemma della Diocesi di Melfi- Rapolla-Venosa, nonché dal Comune di Melfi nella persona del Sindaco Maglione, che sarà presente al tavolo dei relatori. Al tavolo siederà anche il dott. Donato Festino, psichiatra e psicoterapeuta di Palazzo San Gervasio, che si occuperà della questione “L’uomo tra arte, psicologia e fede”, un lato inedito finora trascurato  dalla critica d’arte e dalle istituzioni, e per questo promosso fortemente dal cavaliere Di Ruvo. Molteplici sono anche gli enti, le associazioni e le istituzioni che hanno aderito, tra i quali la Pro Loco di Melfi insieme all’Archeo Club Italia sezione Melfi,  la testata giornalistica Lanterna di Roma, lo Studio Legale Improda, la Galleria Opera e Arti di Matera, e Forentum Restaurant Orto Suite di Lavello, e molte altre ancora. L’inaugurazione della personale sarà nella stessa Sala Stemmi domenica 14 settembre alle ore 18.00 con ingresso gratuito e aperto a tutti fino al 22 settembre 2025.


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