Amacord pontino, i negozi di una volta a Latina e il famoso Carro di Tespi

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Bottega alimentari storica

Amarcord. Bello ricordare la Latina di una volta e i suoi esercizi commerciali. Il negozio di fiori più gettonato era quello di Ansaloni, era gestito dalla famiglia emiliana dei Landuzzi, il fabbro più celebre di Littoria che si chiamava Guadagnini: aveva la sua officina in via Spalato. Ancora qualche ricordo che riguarda due esercizi che tuttora esistono. Mi riferisco al bar Magnanini, nei pressi del Tribunale. Allora non era un bar, ma vendeva olio e vino, specialmente il buon lambrusco della ditta Alberini, sia secco che amabile. Enea, il vispo proprietario, girava con una fiammante “giardinetta” e riusciva a vendere bottiglie su bottiglie, sia etichetta rossa che bleu. L’altro era il ristorante Impero, gestito dai Silvestri.

Piacevole era la salumeria di Lamberto Marzullo lungo il corso, l’alimentari-pizzeria di Benedetti con i migliori supplì al telefono del mondo,e il negozio di bigiotteria di Notte, originario di Sant’Elena Sannita, piccolo paese in provincia di Campobasso, famoso per aver dato alla luce tanti arrotini, poi diventati profumieri. Ricordiamo Muzio, Notte, Stasio, Pette, Terriaca, tutti parenti tra loro. I punti vendita più frequentati di calzature erano quelli di Franco Pettinari e Carmine Paparcone. Le biciclette erano il mezzo di locomozione più venduto. Uno dei punti aggreganti era il negozio di Bindo Patria di fronte al garage Ruspi. Il mitico Alcibiade Di Pietro – cisternese doc – organizzava tutto purché si parlasse di ciclismo e di corse ciclistiche. Davanti al suo negozio era un andirivieni di personaggi con biciclette da corsa e tubolari intorno alle spalle. Si parlava di Coppi, di Bartali, di Robic, non si accennava mai alla politica. Poi, la domenica, la corsa si apriva con Alcibiade a bordo di una macchina scoperta con tanto di paletta e una bandiera rossa. Tra i primi anche il negozio di bici della storica famiglia Pozzana in piazza San Marco. Sono tanti benemeriti del commercio, fermo di tutto per ricordarli appassionatamete.

Tornando agli anni Trenta, Littoria non era in grado di ospitare un’opera lirica. Di conseguenza veniva utilizzato Carro Di Tespi che era nato nel lontano 1930 a Torre del Lago, una località vicinissima a Viareggio. Il Carro di Tespi Lirico non era cosa da poco. Il carro aveva un palco di 500 metri quadrati. Con una boccascena alto 8 metri largo 18. Il palcoscenico era preceduto da un proscenio largo i 35 metri e profondo 5. In platea venivano disposte a scacchiera sedie in grado di ospitare 3.000 persone. Il Carro di Tespi girava per l’Italia e il Duce, che aveva un particolare occhio di riguardo per l’Agro pontino, lo indirizzò anche nella nuovissima Littoria. Il carrozzone fu sistemato dinanzi allo stadio, nell’attuale piazzale Prampolini, dedicato a un brillante ingegnere reggiano esperto di bonifiche integrali. Le opere liriche si tennero, naturalmente, in serate diverse. In molti ricordano la Bohème e la Cavalleria Rusticana. Un altro flash improvviso. Dinanzi al Monte dei Paschi di Siena, ora si erge maestoso un grosso fabbricato che all’origine si chiamava Palazzo Querzé, dal nome del proprietario. Fino al 1950 non c’era neppure l’ombra e al suo posto esisteva un ben curato giardino.


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Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.