Amarcord, nel 1937 Gino Bartali vinse il titolo italiano di ciclismo a Littoria

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Nel 1937 la bicicletta rappresentava un vero e proprio mito, non solo a Littoria.
Gino Bartali vinceva proprio in questa città, appena nata, il titolo italiano.
Il 26 settembre 1937 siamo al Giro del Lazio, quinta edizione della corsa valida
come campionato italiano di ciclismo su strada riservata esclusivamente a corridori italiani. PARTENZA E ARRIVO A LITTORIA.
Dopo il via, la corsa attraversa nell’ordine: Pontinia, Sabaudia, gran parte dei borghi di Latina, si dirige verso Nettuno e Anzio puntando in direzione Colli Albani, prima Cecchina, poi Genzano, Nemi, i Pratoni, Velletri e infine giù verso Cisterna, per concludersi nel capoluogo dopo 262 Km.
Gino Bartali completò il percorso in 7h23’21”; fu una volata che la memoria popolare tramanda come mitica, partita da Borgo Piave e conclusa al centro della città.
Finirono la durissima gara, nota negli annali anche come Gran Premio Littoria, solo 13 dei 35 ciclisti che si erano presentati al via. Bartali è, insieme a Coppi, il ciclista, più celebrato dallo sport italiano.
Il suo palmares tra gli anni 1930 e 1950 annovera tra le principali vittorie sportive tre Giri d’Italia e due Tour de France, oltre a quattro titoli di Campione d’Italia utilizzando mezzi, tecnologie e percorrendo strade che rispetto alle condizioni attuali possiamo definire
primitive.
Gino è stato non solo uno straordinario atleta ma anche un uomo che va al di là del tempo, cosa che lo ha reso icona dello sport italiano del ‘900 tanto da dedicargli film e canzoni come quella di Paolo Conte che traccia un perfetto ritratto dell’atleta.
Bartali incarna il prototipo di sportivo che non è disgiunto dall’uomo; il corridore toscano è quello che forse più di ogni altro ha coniugato i valori del sacrificio, della schiettezza e della solidarietà ma anche il riscatto di una nazione vinta.
Tanti episodi della sua vita, sia nelle gare ma anche al di fuori delle corse, hanno poi testimoniato un’eccellenza da non dimenticare.
Si suole dire che con la vittoria al Tour de France de 1948 evitò una possibile guerra civile, dopo l’attentato a Togliatti.
Nel 2005 gli fu conferita postuma la Medaglia d’oro al Merito Civile dal presidente della Repubblica Ciampi per il ruolo avuto nella storia dell’Italia, mentre nel 2013 arrivò il riconoscimento di Giusto tra le Nazioni dal Museo della Memoria della Shoah Yad Vashem per avere salvato centinaia di ebrei durante la seconda guerra mondiale.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.