ROMA- Ancora un barcone carico, con 100 persone a bordo, è stato segnalato la mattina del 20 gennaio da Alarm Phone, il sistema di allerta telefonico utilizzato per segnalare imbarcazioni in difficoltà, a 60 miglia al largo delle coste di Misurata, in Libia. Inizialmente il natante non aveva chiesto aiuto, ma poi avrebbe iniziato a imbarcare acqua gettando nel panico le persone a bordo. Secondo quanto segnalato potrebbero già esserci morti, tra cui forse anche un bambino. La Guardia costiera libica ha inviato un mercantile in assistenza del barcone: il cargo, battente bandiera della Sierra Leone, ha quasi raggiunto l’imbarcazione. La stessa Guardia costiera libica ha oggi coordinato due operazioni, con una motovedetta che ha soccorso 150 persone su due diversi gommoni.
LA RICHIESTA DI AIUTO
«Alle 10 di questa mattina», ha spiegato Alarm Phone, «siamo stati avvertiti di un’imbarcazione con 100 persone a bordo che stava tentando di attraversare il Mediterraneo. Alle 11 abbiamo ricevuto la loro prima posizione. Erano a 60 miglia al largo di Misurata (Libia), ma la situazione era calma e ci chiedevano di restare in standby, mentre tentavano di utilizzare un motore. Tra le 11:40 e le 12:20, le persone hanno cominciato ad andare nel panico. Volevano che informassimo le autorità, ma non quelle libiche. Abbiamo fornito loro assistenza legale, spiegando che Libia e Italia avrebbero sostenuto la responsabilità libica per l’area in cui erano». Poi «alle 12:20 abbiamo ricevuto una nuova posizione. Erano a 12 miglia più a Est e avevano problemi di navigazione. Un bambino è incosciente o morto. Il natante sta imbarcando acqua. Chiedono aiuto, anche se questo potrebbe significare tornare in Libia».
SOS DAL BARCONE: «STIAMO CONGELANDO»
«Presto non riuscirò più a parlare perché sto congelando». È il contenuto di una delle delle telefonate che Alarm Phone ha ricevuto dai migranti in avaria su un barcone al largo di Misurata. «Sono nel panico», scrive il sistema di allerta, «il nostro staff sta cercando di calmarli, ma nell’ultima ora abbiamo sentito più volte persone urlare. La situazione è disperata».
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