L’amore per sua moglie Bristy e i suoi due figli, ai quali era legatissimo: “Li adorava”, raccontano con gli occhi lucidi i residenti di Tor San Lorenzo, dove Nahid Miah, 35 anni, era diventato un volto familiare. L’uomo, originario del Bangladesh, è stato accoltellato e ucciso nel pomeriggio durante una rapina mentre lavorava nel suo distributore di benzina in via delle Pinete. La notizia ha scosso l’intera comunità, che ora piange un lavoratore e un padre sempre disponibile.
“Ci ero passato stamattina, era come sempre gentile”, scrive un utente nel gruppo Facebook del quartiere. Un commento tra i tanti che testimoniano l’affetto e lo sgomento: “Ti alzi per andare a lavorare, e invece non torni mai più a casa dalla tua famiglia. Che tristezza”.
Originario del Bangladesh, Nahid aveva vissuto per diversi anni a Roma, dove aveva lavorato come cameriere in un ristorante di via di Conca D’Oro, nel quartiere Montesacro. In seguito, per stare vicino al fratello, titolare di un piccolo alimentari, aveva preso in gestione un distributore di benzina su viale Marconi. Quando anche la moglie Bristy lo aveva raggiunto in Italia, i due si erano trasferiti a Tor San Lorenzo, dove da quattro anni il 35enne gestiva la stazione di servizio di via delle Pinete, dove è stato ucciso per poche centinaia di euro.
Sui social di Nahid ci sono decine di video e foto piene d’amore, soprattutto dedicate al figlio Ryan. In uno dei post più toccanti, datato novembre 2024, si vede il bambino sfrecciare felice in bicicletta nella stazione di benzina. “Finalmente impara a pedalare senza rotelle. Il mio piccolo eroe sta crescendo troppo in fretta”, scriveva con orgoglio. Era solito accompagnarlo a scuola ogni mattina prima di iniziare la giornata lavorativa. “Era sempre con i suoi figli, inseparabili”, ricordano i residenti.
La rabbia è tanta: “Spero che trovino i responsabili e buttino via la chiave”, scrive un cittadino. “Ormai qui, anche in pieno giorno, bisogna avere paura a lavorare. È inaccettabile”. Ma nel frattempo, la solidarietà comincia a muoversi. C’è già chi propone una raccolta fondi per aiutare Bristy e i due bambini rimasti soli. “Mi dispiace moltissimo – scrive Angelo, un cliente abituale – era sempre gentile. Perché non organizziamo una colletta per la sua famiglia? Io ci sto. Dimostriamo che questa comunità è migliore di come spesso viene dipinta”.
( Fonte La Repubblica )
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