LATINA – Attentato incendiario alla consigliera Ciolfi: entra nel vivo il processo, sentiti i primi testimoni. È entrata nel vivo l’istruttoria dibattimentale del processo per l’attentato incendiario dell’11 settembre 2019 ai danni della consigliera comunale Maria Grazia Ciolfi, allora delegata alla Marina. L’episodio, ritenuto un grave atto intimidatorio legato a una segnalazione per presunto abusivismo sull’arenile, vide l’auto di famiglia della consigliera data alle fiamme all’interno del giardino della sua abitazione mentre lei e i familiari si trovavano in casa.
L’udienza si è svolta davanti al Tribunale penale di Latina, presieduto dal giudice Trapuzzano. Con la seduta odierna il procedimento è entrato nel cuore della fase istruttoria: sono stati ascoltati tre testimoni citati dalla Procura, due ufficiali di polizia giudiziaria del Comando Provinciale dei Carabinieri di Latina – il luogotenente Michele Serluca e il brigadiere capo Michele Garofalo – e il rappresentante di un’associazione di balneari, Massimo Perin. I testimoni hanno risposto alle domande del pubblico ministero, dei legali dell’imputato e delle parti civili costituite.
In aula erano presenti la consigliera Ciolfi e il marito Paolo Pelagatti, entrambi costituiti parte civile. «La nostra – ha spiegato Ciolfi – non è una scelta dettata da spirito di rivalsa personale, ma dalla volontà di sottolineare la responsabilità pubblica di quanto accaduto. Quell’attentato non fu solo contro di me, ma contro le istituzioni che rappresentavo». In questo quadro assume un valore significativo anche la costituzione di parte civile del Comune di Latina.
Nel procedimento è già arrivata una prima definizione: il presunto mandante, Gianni Mastrostefano, ha patteggiato una condanna a un anno e sei mesi, mentre l’esecutore materiale, Valentino Mandrelli, è tuttora sotto processo.
Il dibattimento è stato aggiornato al 24 giugno, data in cui verranno ascoltati ulteriori testimoni del pubblico ministero. La conclusione dell’istruttoria è prevista prima della pausa estiva.
«A distanza di oltre sei anni – ha concluso Ciolfi – resta una ferita profonda nella mia vita e in quella della mia famiglia, ma anche la fiducia nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Confido che l’esito del processo rappresenti un segnale chiaro contro ogni forma di intimidazione verso chi svolge un ruolo pubblico nel rispetto della legalità». La consigliera ha infine ringraziato i Carabinieri, il Comune di Latina – rappresentato dall’avvocato Francesco Paolo Cavalcanti – e i legali Domenico Casillo e Stefano Reali per il supporto professionale e umano.
News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.























