LATINA – Atto redatto con l’intelligenza artificiale, avvocato di Latina condannato dal Tribunale. Prima sentenza a Latina sul tema dell’uso dell’intelligenza artificiale nella redazione di atti giudiziari. Il Tribunale di Latina – Sezione Lavoro, con il giudice Valentina Avarello, ha inflitto una sanzione a un avvocato che, nell’assistere un proprio cliente in una causa per credito contributivo all’INPS, aveva presentato una difesa evidentemente redatta con strumenti di IA.
Secondo quanto riportato da “La Nuova Procedura Civile”, la difesa dell’avvocato si distingueva per scarsa qualità e mancanza di pertinenza rispetto al caso in esame. La sentenza sottolinea che l’atto era composto da un coacervo di citazioni normative e giurisprudenziali astratte, prive di ordine logico e in gran parte inconferenti rispetto al thema decidendum.
“Tanto è evidente non solo dalla gestione del procedimento – si legge nella sentenza – ma soprattutto dalla totale mancanza di rilevanza degli argomenti utilizzati. Il difensore, più volte invitato a presentarsi in udienza per chiarimenti, ha inoltre ritenuto di non presenziare”.
Il caso, pur non essendo il primo in Italia, rappresenta il primo episodio a Latina in cui l’uso dell’intelligenza artificiale in ambito legale ha portato a una sanzione disciplinare ai sensi dell’articolo 96 del codice di procedura civile.
La vicenda riapre il dibattito sull’uso degli strumenti digitali e dell’intelligenza artificiale nel settore legale, sottolineando come l’adozione di tecnologie avanzate debba sempre rispettare criteri di pertinenza, accuratezza e responsabilità professionale.
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