LATINA – Ausiliari del traffico, 17 anni senza tutele. La Uiltucs rompe il silenzio: «Basta omissioni!». Diciassette anni. Tanto è passato dall’entrata in vigore del Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, il D.Lgs. 81/2008, senza che nel comparto degli ausiliari della sosta del Comune di Latina siano state applicate in modo pieno le tutele previste. Un vuoto che oggi la UILTuCS Latina, guidata dal segretario provinciale Gianfranco Cartisano, intende colmare con una presa di posizione netta. «Non polemiche, ma fatti. Vogliamo un percorso condiviso, tempi certi e trasparenza per garantire sicurezza ai lavoratori e rispetto della legge», dichiara Cartisano.
Ma la domanda resta: perché per diciassette anni nessuno ha affrontato il problema in modo serio? La risposta potrebbe essere duplice: da un lato una diffusa sottovalutazione dei rischi, dall’altro una carenza di reale competenza operativa. Oggi, però, la UILTuCS mette sul tavolo una competenza tecnica e la volontà sindacale di non eludere più i nodi strutturali.
«Non è più tempo di approssimazioni – insiste Cartisano –. Le inadempienze che denunciamo richiedono ora un impegno condiviso tra tutte le istituzioni coinvolte, a partire dal Comune di Latina, che deve poter essere alleato dei lavoratori e garante di un ambiente di lavoro sicuro e rispettoso della dignità umana.»

E ancora: risulta omessa l’attivazione dell’Assistenza Sanitaria Integrativa. Nonostante i contratti collettivi ne prevedano l’obbligatorietà sin dal 2011, agli ausiliari di Latina non è mai stato garantito l’accesso a questa fondamentale tutela.
Il punto non è solo teorico. Già nel 2022 la stampa locale aveva documentato un accesso ispettivo della ASL, su delega della Procura della Repubblica, presso la sede aziendale di via Neghelli. Le cronache parlarono apertamente di carenze igienico-sanitarie e lacune nella sicurezza. Da allora, nulla è cambiato.
Ora il sindacato rompe gli indugi e formula richieste chiare e puntuali: un DVR aggiornato e realmente operativo, verifiche semestrali con RLS e RSPP, tracciabilità dei Dispositivi di Protezione Individuale, formazione obbligatoria specifica estesa a tutti, attivazione contrattuale dell’Assistenza Sanitaria Integrativa e un piano straordinario di sorveglianza sanitaria. A ciò si aggiunge una richiesta semplice ma simbolicamente importante: divise adeguate e decorose, all’altezza di un servizio pubblico cittadino.
«Siamo disponibili a costruire un percorso condiviso – spiega Cartisano – ma se dall’altra parte troveremo silenzio o chiusura, non resteremo a guardare.» La UILTuCS, in caso di inerzia o ostracismo passivo, ha già preannunciato segnalazioni all’ASL e all’Ispettorato del Lavoro.
Chiede inoltre l’apertura urgente di un tavolo con Comune, azienda e figure tecniche, per definire entro 30 giorni un piano concreto di rientro nella legalità e nella piena applicazione delle norme di sicurezza.
Dietro questa battaglia c’è anche una riflessione culturale più profonda: gli ausiliari del traffico, spesso percepiti come figure impopolari, operano quotidianamente in condizioni di stress, esposti a offese e, talvolta, al rischio reale di aggressioni da parte dell’utenza. «Eppure – ricorda Cartisano – ogni ausiliario è una persona che ha il diritto di tornare a casa incolume. Questo è il patto minimo di civiltà che dobbiamo pretendere da tutti.»
Diciassette anni dopo, la UILTuCS dice basta. Basta omissioni, basta deroghe silenziose. La sicurezza deve tornare al centro del servizio. Per legge, per dignità, per giustizia.
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