“Babylon”, un kolossal spettacolare, coinvolgente e commovente, che osanna, nonostante i suoi inavvertibili difetti, la settima arte nel suo divenire

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Titolo: Babylon

Durata: 189 min

Regia: Damien Chazelle

Sceneggiatura: Damien Chazelle

Musiche: Justin Hurwitz

Scenografia: Florencia Martin e Anthony Carlino

Produzione Paese: USA, 2022

Cast:Margot Robbie, Diego Calva, Brad Pitt, Jovan Adepo, Li Jun Li, Jean Smart, Eric Roberts, Olivia Hamilton, Tobey Maguire, Samara Weaving, Lukas Haas, Max Minghella, Katherine Waterston, Flea, Jeff Garlin, Phoebe Tonkin, […]

Il titolo del film Babylon, proveniente da Babilonia che nella Bibbia indica una donna misteriosa, “la madre delle prostitute e degli orrori della terra”, descrive  una società che esprime tutto ciò che c’è di negativo nell’essere umano. Infatti, Babylon – ambientato in territorio hollywoodiano nell’anno 1926 – inizia con una festa lussuriosa e libertina, in cui Manuel Torres (Diego Calva), un giovane messicano che riesce a risolvere qualunque problema e che ha portato con grande destrezza e superando svariate difficoltà un elefante come unicum in quella (dis)umana sfrenatezza. Casualmente il giovane vi incontra, innamorandosene, l’ambiziosa, drogata e spudorata ma affascinante Nellie LaRoy (Margot Robbie), che aspira senza alcun ritegno a diventare una stella del cinema, ancora privo di sonoro. Nellie, sotto l’effetto della droga in un dato momento inizia a ballare sfrenatamente e al tempo stesso in modo intrigante destando l’attenzione di un produttore cinematografico che l’assume realizzandone inconsapevolmente il sogno infantile di diventare una stella di Hollywood. Questo permette a Nellie di conoscere l’attore più famoso del cinema muto, Jack Conrad (Brad Pitt), che oltre a spassarsela con le donne fa un uso smoderato di alcool e di droga, tant’è che quella sera, a  quella festa orgiastica e priva di senso, sbronzo e poco cosciente, si avvale dell’aiuto di Manuel per essere trasportato a casa con la sua auto. Jack per sdebitarsi, avendo colto anche l’affabilità e le capacità gestionali del giovane, lo fa suo assistente durante le riprese del film in cui sta – si fa per dire – recitando. Anche per Manuel si aprono così le porte di Hollywood in quanto, grazie alla sua spiccata abilità, diventa produttore esecutivo.

Tuttavia, l’anno successivo – il 1927 – viene prodotto il primo film sonoro The Jazz Singer di Alan Crosland, che segna il trapasso del cinema muto e con esso inizia la crisi delle relative celebrità che avevano riscosso grande popolarità. Jack per un verso e Nellie per un altro vengono messi all’angolo, e non riescono più a lavorare. Per loro è un vero disastro personale che li conduce alla depressione e in uno stato di smarrimento, che coinvolge indirettamente anche tutti coloro che gli erano legati per lavoro o per amore, tra cui lo sfortunato Manuel che sarà costretto a scappare. Avviene, dunque, una rivoluzione che, come ogni rivoluzione, comporta una rapida evoluzione nel mondo del cinema. Ma a quella rivoluzione ne seguirà un’altra corrispondente al passaggio dal bianco-nero al colore, e poi un’altra ancora, e così via. E, come la storia insegna, ogni rivoluzione produce inevitabilmente le sue vittime illustri. Parafrasando in sintesi ancora i riferimenti biblici, infatti, possiamo asserire che coloro che avevano scalato il cielo, volato oltre le nuvole, ponendo il trono tra le stelle, ora sono precipitati nella profondità degli abissi. E forse solo il rimpianto e il pianto di Manuel che, ritornando a Los Angeles, va a vedere il film Cantando sotto le stelle (1952) di Stanley Donen e Gene Kelly, potranno essere liberatori di tutti gli errori ma anche appaganti dei meriti che la settima arte ha manifestato e manifesta tuttora.

Il  giovane regista Damien Chazelle, divenuto famoso soprattutto per lo strabiliante e pluripremiato La La Land (2016), riesce, avvalendosi in questo kolossal di valenti e pluripremiati attori – Brad Pitt (Thelma & Louise, 1991), Margot Robbie (Tonya, 2017) e Diego Calva  (Te prometo anarquía, 2015)–, di una scenografia straordinaria e strepitosa e di musiche eccellenti, a coniugare sapientemente e, talvolta, con un appropriato e notevole tocco di ironia, in un atmosfera grottesca, orgiastica e scandalosa, colori, musica e sentimenti umani che coinvolgono lo spettatore emozionandolo e immergendolo nella bellezza cinematografica che fa da sponda alla bruttezza del genere umano.

Babylon riceve il premio Golden Globe 2023 per la Migliore colonna sonora originale a Justin Hurwitz, il premio Critics’ Choice Awards 2023 per la Miglior scenografia a Florencia Martin e Anthony Carlino a cui si aggiungono 7 candidature al premio Satellite Award 2023 e 3 al premio BAFTA.

Filmografia

Guy and Madeline on a Park Bench (2009), Whiplash (2014), La La Land (2016), First Man – Il primo uomo (2018).

Francesco Giuliano


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).