LATINA – Bagno di folla per Zaccheo: «Pensiamo alla città del 2032, servono idee e non portatori di voti».
Torna a parlare in pubblico dopo dieci anni di silenzio e di esilio dalla Politica, quella con la P maiuscola, l’ex sindaco di Latina Vincenzo Zaccheo.
Lo fa al Circolo Cittadino in un Auditorium gremito in ogni ordine di posti.
“E’ importante che Latina ritrovi la sua casa politica – spiega Zaccheo – Qualcuno ha detto in consiglio che si stanno pagando ora i debito del ventennio, noi invece i debiti li abbiamo pagati tutti. Voglio ricordare l’Università, la crescita di Latina che negli anni della recessione, guadagnava il 7% del Pil, soldi per le scuole, la firma del protocollo con la Guardia di Finanza per portare l’Università al Palazzo M, in cambio dell’ex Icos acquistata all’asta, la sistemazione dell’ex campo profughi con la nascita della facoltà di economia, 160 mila mq di marciapiedi, i chioschi al mare e il piano campeggi. E a proposito di mare, quando ci siamo resi conto che nel bando per i chioschi si era infiltrata la criminalità organizzata, abbiamo denunciato tutto. La mafia a Latina, al mio tempo, non c’era, abbiamo isolato quei soggetti che poi, per altre vie si sono intromessi prepotentemente nella politica”.
“Il primo obiettivo è rimettere in moto la macchina amministrativa che ha perso troppi elementi che portavano avanti la memoria della città. La cittadella universitaria, con un nuovo piano traffico e di parcheggi, insieme a porto e policlinico. Insomma – dice – riscoprire l’orgoglio dell’appartenenza”. Zaccheo chiede anche un cronoprogramma, da inserire nell’agenda nazionale, regionale, provinciale e comunale per festeggiare i 100 anni della città più giovane d’Italia. “Il prossimo consiglio comunale non deve essere portatore di grandi voti, ma di grandi idee”.
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