Basket amarcord, le prime squadre maschili e femminili sorte nel capoluogo pontino

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Una storia che parte da lontano. La prima squadra di pallacanestro nel capoluogo pontino era composta da ragazze in gonnella, elegantissime, che disputarono nel 1936 una partita con l’Anagni, sul campo in terra battuta dell’Opera Balilla. La Pallacanestro Littoria, dai colori sociali neroazzurri, era formata da ragazze provenienti dalla borghesia cittadina.  Tra le animatrici le sorelle Vulpetti. Vinsero le nerazzurre per un solo punto, qualche maligno proveniente dalla Ciociaria sostenne: “Le hanno favorite gli arbitri, sono la squadra cara al Duce”. Nel settore maschile sul campo dell’istituto tecnico Vittorio Vittorio Veneto si allenavano: Fragiacomo Gatti Raffaele Piattella Del grande, Benvenuti, Del rio, Ghiri, Italo vivaldi, Massimo Mancini, spinti dall’entusiasmo di Barone, responsabile della Gil – Gioventù Italiana del Littorio e di Di Fava, insegnante di lettere di origine formiana. La pallacanestro maschile a Latina si è rafforzata nei primi anni Quaranta. Uno dei principali protagonisti è stato Memmo Andreani, riunì alcuni amici e cominciò a tirare la palla nel canestro con tabellone in legno. Insieme a lui: Guido Rangone, che sarà in futuro l’animo pulsante del basket pontino, Daddo Vinciguerra, Lollo Zanetti, Pino Garisto Tonino Maccarone, Gianni Anastasia, Mario e Giorgio Fratini, Umberto Vulpetti, Italo Folino. Non era una squadra affiliata alla Federazione Italiana Pallacanestro e non partecipava ad alcun campionato. Si esibiva, a scopo propagandistico, nell’arena di Piazza San Marco, cercando di attirare i giovani verso questo nuovo sport, disputava amichevoli con Formia, Scauri e qualche club capitolino. Trasferte epiche con camion messi a diposizione dai genitori, panini al sacco, tante ore di viaggio su strade distrutte dagli eventi bellici, molto pericolose per la presenza di mine. Contro il Latina, durante la guerra, si esibì anche Vittorio Gassman, nazionale universitario e cestista provetto con la formazione della Bruno Mussolini di Roma. Furono disputate a Latina, nel 1947, gare internazionali con i francesi del Tolosa e con i cecoslovacchi dell’Iro davanti a un folto pubblico. Il quintetto di casa era rafforzato da Triches, un giocatore molto noto a quei tempi.  Giunsero poi sotto i canestri pontini: Carlo Alberto Gavazzi, Vittorio Cavalcanti, i fratelli Giancarlo e Giulio Biondi, diventato nazionale azzurro giovanile, i fratelli Gianni e Rodolfo Anastasia, Italo Folino, Leopoldo Cicero, Alberto Di Guida, Alvaro Proietti, Giuseppe Taranto , Luciano Populin, Alberto Baldas, Maurizio Ganelli, Pino Pansarella , Gianni Colosetti, Knakelz, Cheli ed Arduin. Era presente spesso nel capoluogo pontino il commissario tecnico dell’Italia Elliot Van Zandt, un segnale importante la presenza del coach statunitense. Nel 1950 arrivò da Benevento Pino D’Alessandro, un ottimo giocatore che fu inserito immediatamente nel gruppo nel ruolo di pivot, per diventare poi presidente provinciale del Coni. Il campo di gioco divenne la bella arena del Circolo Cittadino, con fondo in mattonelle e due canestri su plinti di cemento armato, progettati dall’ingegner Lollo Zanetti. A Latina hanno allenato in quegli anni Cafiero Perrella e Francesco Ferrero, personaggi molto conosciuti e stimati nel panorama cestistico italiano, per qualche tempo anche Giancarlo Primo, diventato commissario tecnico della nazionale italiana ai tempi del boom e della popolarità di uno sport in piena ascesa .I pontini disputarono un ottimo campionato di serie C, mancando l’accesso alla B dopo uno spareggio disputato a Roma con il Cus Napoli che ingaggiò immediatamente Gavazzi. L’anno precedente era stato Anastasia a cambiare casacca e giocare con la Lazio. La squadra poi prese il nome di Libertas Latina, grazie all’intervento economico di alcuni esponenti della Democrazia Cristiana – in testa Vittorio Cervone – vicini all’ente di promozione sportiva di estrazione cattolica.


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