
“I 6 diamanti di Gould – spiega Rino Palma, keeper responsabile dell’Oasi delle Farfalle – si sono subito ambientati ad abitare la parte alta dell’Oasi, tra le foglie di grandi piante tropicali, in una pacifica convivenza con altre 15 specie. Si tratta di uccelli granivori, ai quali quindi non interessano gli insetti che già abitavano in quest’area. Mamma, papà e il giovane Slow, la famiglia di bradipi che abita qui, ha invece impiegato qualche giorno per prendere familiarità con il canto inconfondibile e melodioso che ha invaso l’Oasi. In questo momento poi, il progressivo aumento delle ore di luce ha dato il via ai loro vivacissimi rituali della stagione degli accoppiamenti, che impegna i maschi in danze straordinarie da osservare. Abbiamo predisposto per loro più postazioni nido, in attesa che le scelgano e ne prendano possesso. Con la speranza di poter avvistare delle uova nei prossimi mesi”.
Nel frattempo, nei boschi tropicali dell’Australia settentrionale, le popolazioni di questa specie sono state protette fino a raggiungere il livello di “minor preoccupazione” nella Lista Rossa dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura. Resta però una pressione legata alla trasformazione degli habitat: il pascolo del bestiame da allevamento sta modificando la composizione piante erbacee, riducendo quelle che producono semi all’inizio della stagione umida, risorse chiave per l’alimentazione del diamante di Gould.
(Foto di Elena Livia Pennacchioni)
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