Blanca, la serie tv di sei puntate da lunedì 22 novembre in prima serata su RAI 1

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Regia: Jan Maria Michelini (ep. 1-3)

Regia: Giacomo Martelli (ep. 4-6)

Soggetto: Patrizia Rinaldi (crime drama liberamente tratto dall’omonimo romanzo)

Soggetto di serie: Francesco Arlanch, Mario Ruggerri, Luisa Cotta Ramosino, Lea Tafuri

Consulenza artistica: Maestro Andrea Bocelli

Musiche: Calibro 35

Tecnica registrazione suono: olofonia

Titoli delle sei serate nell’ordine: Senza occhi, Fantasmi, Io ballo da sola, Blu profondo, Macchie, Tornando a casa

Cast: Maria Chiara Giannetta, Giuseppe Zeno, Pierpaolo Spollon, Enzo Paci, Sara Ciocca, Gualtiero Buzzi, Antonio Zavatteri, Federica Cacciola, Ugo Dighero, Sandra Ceccarelli, Fiorenza Pieri, Margareth Madè […]

Al centro della serie troviamo Blanca (Maria Grazia Giannetta), una giovane donna divenuta non vedente da bambina. La perdita della sorella maggiore, per mano di un fidanzato violento, le fa maturare un senso di giustizia molto forte, fino a spingerla a entrare in polizia. La sua specialità è il decodage, ossia l’ascolto analitico di tutti i materiali audio delle inchieste, come ad esempio intercettazioni e interrogatori. Ma Blanca, sebbene si trovi a lavorare in un ambiente dove la sua disabilità viene vissuta come un ostacolo, non si lascia confinare in un ufficio e riesce a dimostrare il suo valore e le sue capacità. Dovrà, infatti, relazionarsi con il commissario Bacigalupo (Enzo Paci) , interessato solo ad arrivare alla pensione senza troppi problemi. Accanto alle sfide lavorative si trova poi a dover affrontare quelle sentimentali: contesa tra due uomini, l’ispettore Liguori (Giuseppe Zeno), un collega dai molti segreti, e Nanni (Pierpaolo Spollon), un giovane cuoco anticonvenzionale, deve decidere a chi donare il suo cuore e la sua fiducia. Ad aiutarla in queste avventure c’è il suo cane guida Linneo, un bulldog femmina che la protegge e la conforta nei momenti più difficili tant’è che con il suo aiuto ha imparato a muoversi, a orientarsi, a leggere a fondo gli stimoli tattili, sonori e olfattivi, a ricostruire nella sua mente spazi e punti di riferimento; e poi c’è la sua amica Stella (Federica Cacciola), estetista dal carattere molto esuberante.

Note di regia (Jan Maria Michelini): L’idea di fondo era quella di raccontare non solo la peculiarità della condizione di un diversamente vedente, ma anche l’interiorità di un personaggio così particolare e unico come Blanca. La scelta è stata subito netta e credo coerente. Blanca doveva vivere in un mondo di colore, ed essere lei stessa portatrice di colore in un mondo grigio, veicolo di una nuova energia in un mondo stanco, di luce nel buio. Buio di cui ha imparato negli anni a non avere paura, facendolo diventare anzi un punto di forza: uno spazio interiore solo suo, grazie al quale lei pu fare la differenza nelle indagini e nella vita … la sua e quella di chi le sta intorno. …

Tutto questo ha influenzato fortemente la dimensione estetica e la regia. Blanca è insieme una ragazza, una bambina e una donna. Ha la forza del supereroe, e insieme la debolezza e l’imperfezione di un antieroe profondamente umano. E anche in questo sta la sua bellezza: quella di chi è passato per una grande prova e l’ha superata, con la fragilità e insieme la speranza di chi sa che c’è ancora molto da conquistare. L’indipendenza, l’amore,la giustizia. Ho fortemente voluto sposare nei costumi una linea grafica e colorata, contemporanea, street funk. Nei progetti che affronto mi piace molto partire dalla musica. Cosa ascolta Blanca, che frequenza la anima, in che ritmo respira? Mi sono chiesto se fosse possibile coniugare la nostalgia degli anni 70’, delle grandi colonne sonore del genere italiano, con il mondo contemporaneo, rap, street e ho chiesto a chi quella musica già la respirava da tempo. I Calibro 35! Loro hanno dato anima al progetto con le loro geniali intuizioni musicali. A quel punto si trattava solo di dare coerenza, in quel respiro, a tutti gli altri aspetti del personaggio e della serie, ed è stato un bellissimo Viaggio. Insieme a Blanca sono tornato un po’ bambino, alla riscoperta dei valori“primordiali”. Mi sono trovato ad indagare e a raccontare una condizione che abbracci solo quando hai sofferto, quando hai superato una grande sfida e lo sai, ma sai anche che non è finita lì perché la affronti ancora tutti i giorni. Ho voluto raccontare un personaggio che vive al massimo proprio perché consapevole, grazie alla sua storia, che tutto è dono.

Tornare bambini nel caso di Blanca è stato anche tornare a scoprire la bellezza dei colori primari, che ho imparato ad amare. Come una bambina, Blanca vive tutte le emozioni in purezza. Così insieme al mio produttore, Luca Bernabei, e la sua squadra, abbiamo sceltola città di Genova, città che racchiude tanti volti diversi. Perché anche se uno sguardo affrettato potrebbe vederla come una scala di grigi, Genova in realtà riserva grandi sorprese. La costa è abitata da mille colori oltre il mare, con le sue case, le strade e il porto che è tutto ciò che rappresenta simbolicamente la storia dell’uomo. E molto di più: il centro storico nasconde misteri e bellezze inaudite, spesso custodite segretamente. E il grigio dell’asfalto, dei suoi viadotti in ferro,èil modo migliore proprio per mostrare, nel contrasto, il colore.

Mi sono anche divertito a ricreare il mondo sensoriale di Blanca e ciò che le permette di essere unica nel suo lavoro di investigatore, raccontando con una “stanza nera” il modo unico in cui lei vive le sue percezioni, si rapporta allo spazio, al suono…e alle emozioni di chi ha di fronte, che paradossalmente lei è in grado di vedere meglio degli altri. La serie, infatti,è innovativa perché permette allo spettatore di vivere in prima persona il “punto di vista” della protagonista, aumentato anche dalla tecnica di riproduzione sonora dell’olofonia, utilizzata anche in presa diretta. Blanca “vede” molto meglio di come vediamo noi che siamo distratti dalla vista stessa.


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Francesco Giuliano
Giuliano Francesco, siciliano d’origine ma latinense d’adozione, ha una laurea magistrale in Chimica conseguita all’Università di Catania dopo la maturità classica presso il Liceo Gorgia di Lentini. Già docente di Chimica e Tecnologie Chimiche negli istituti statali, Supervisore di tirocinio e docente a contratto di Didattica della chimica presso la SSIS dell’Università RomaTre, cogliendo i “difetti” della scuola italiana, si fa fautore della Terza cultura, movimento internazionale che tende ad unificare la cultura umanistica con quella scientifica. È autore di diversi romanzi: I sassi di Kasmenai (Ed. Il foglio,2008), Come fumo nell’aria (Prospettiva ed.,2010), Il cercatore di tramonti (Ed. Il foglio,2011), L’intrepido alchimista (romanzo storico - Sensoinverso ed.,2014), Sulle ali dell’immaginazione (NarrativAracne, 2016, per il quale ottiene il Premio Internazionale Magna Grecia 2017), La ricerca (NarrativAracne – ContempoRagni,2018), Sul sentiero dell’origano selvatico (NarrativAracne – Ragno Riflesso, 2020). È anche autore di libri di poesie: M’accorsi d’amarti (2014), Quando bellezza m’appare (2015), Ragione e Sentimento (2016), Voglio lasciare traccia (2017), Tra albori e crepuscoli (2018), Parlar vorrei con te (2019), Migra il pensiero mio (2020), selezionati ed editi tutti dalla Libreria Editrice Urso. Pubblica recensioni di film e articoli scientifici in riviste cartacee CnS-La Chimica nella Scuola (SCI), in la Chimica e l’Industria (SCI) e in Scienze e Ricerche (A. I. L.). Membro del Comitato Scientifico del Primo Premio Nazionale di Editoria Universitaria, è anche componente della Giuria di Sala del Premio Nazionale di Divulgazione Scientifica 2018 e 2019/Giacarlo Dosi. Ha ricevuto il Premio Internazionale Magna Grecia 2017 (Letteratura scientifica) per il romanzo Sulle ali dell’immaginazione, Aracne – NarrativAracne (2016).