MARIA
La notte del suo primo parto /era stata fredda. Ma coll’andar degli anni/ non si ricordò più/ del gelo fra le travi angosciose e le fumide stufe,/della nausea che segue il parto subito prima dell’alba./Ma soprattutto dimenticò l’amara vergogna/ di non esser sola/che è sorte dei poveri./In particolare per questa ragione/coll’andar degli anni ne venne una festa/dove nulla mancava./Le rozze chiacchiere dei pastori tacquero./Più tardi la storia ne fece dei re./Il vento freddissimo/diventò canto di angeli./E del buco del tetto,da cui entrava il gelo,rimase solo/la stella ad occhieggiare./Tutto ciò/proveniva dal volto di suo figlio: era leggero,/amava il canto,/chiamava a sé i poveri/ e aveva l’abitudine di vivere insieme ai re/ e a scorgere sul suo capo,la notte,una stella. (B.Brecht, Poesie di Natale).























