LATINA- Per prima cosa, i fondamentali: sono garantista per davvero, non di maniera. Dunque della vicenda giudiziaria che ha portato all’arresto del Segretario Provinciale del Pd Moscardelli non scriverò. Se ne occuperà la Magistratura, sperabilmente con equilibrio, senza farsi condizionare dal clamore mediatico.
Mi interessa affrontare, invece, due capitoli della questione: uno di carattere umano, l’altro prettamente politico. Umanamente sono vicino a Claudio Moscardelli, come lo sarei per qualunque destinatario di una misura restrittiva della propria libertà personale. Gli auguro sinceramente di dimostrare la sua innocenza.
Sul piano politico non c’è dubbio che questa vicenda assuma la forza e l’impetuosità di un maremoto all’interno del Pd. Moscardelli in questi anni, per usare il titolo di un libro tornato di moda in questi giorni, è stato “padre padrone” dei dem. Dunque, inevitabilmente, termina una stagione ed una nuova dovrà nascere. Vedo due alternative all’orizzonte: o un Pd completamente rinnovato e gestito da chi può dirsi estraneo al gruppo dirigente degli ultimi anni oppure una resa alla leadership – de facto – di Damiano Coletta.
Intendiamoci, del leader Coletta non ha la stoffa ma lo è vista la carica che ricopre pro tempore. Essendo il Sindaco e candidandosi a rappresentare una coalizione “riformista”, egli è senza dubbio il frontman della sinistra pontina.
Tuttavia, una volta letto il comunicato diffuso dal Sindaco sull’arresto di Moscardelli, non potevo credere ai miei occhi: esordisce con una professione di fede – per lui inusuale – garantista, salvo annunciare che in caso di rinvio a giudizio per Moscardelli il Comune si costituirà parte civile.
Una insensatezza ed anche una sgradevolezza nei riguardi di un alleato, il Pd, che meriterebbe più rispetto e considerazione. Il Sindaco sosterrà che egli sia responsabile della salute dei suoi concittadini. Vero, ma questa vicenda non riguarda un tema sanitario o di salute pubblica, ma una storia (brutta e poco edificante) che riguarda, però, un profilo tecnico-amministrativo.
Diverso è il caso della Regione che, per bocca dell’Assessore D’Amato, ha annunciato che, tanto il SSR che la Asl di Latina, si costituiranno parte civile. Più che giusto da parte dell’ente che gestisce la sanità, la Regione, e l’Azienda in cui sarebbero stati commessi eventuali reati.
Il Comune che c’azzecca in tutto questo? Nulla. Accanirsi sulle spoglie degli alleati, peraltro col tifo di molti piddini che Moscardelli non hanno mai avuto il talento di batterlo politicamente ed elettoralmente, lascia immaginare quanto sia lacerato ed inquinato il rapporto fra alleati che dovrebbero far campagna elettorale insieme per le prossime amministrative.
Il Pd ha due scelte, tertium non datur: provare a sopravvivere con dignità ed autonomia o accontentarsi di essere la colf a ore di Coletta e di Lbc.
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