Come ti difendo l’ambiente. La soluzione dal liceo Majorana

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È dal 1972 che l’uomo prova a sensibilizzare se stesso per tutelare l’ambiente. Così, ciclicamente, ogni 5 giugno da quando è stata istituita la Giornata mondiale dell’ambiente da parte dell’Onu, germogliano iniziative che hanno come tema la salvaguardia della Terra. Solo che siamo rimasti alla fase puramente teorica, se oggi assistiamo sbigottiti a fenomeni di mutamenti climatici a cui non riusciamo a fornire una spiegazione se non quella di fare un mea culpa per politiche miopi e dissennate. Le nuove generazioni, anche con azioni eclatanti, hanno dimostrato di tenerci al Pianeta, se non altro perchè il futuro è nelle loro mani, ma al di là di discutibili attività con monumenti imbrattati ci sono ragazzi che guidati da insegnanti (illuminati o sensibili?) provano a ribaltare il concetto di tutela del patrimonio ambientale. Come? Attraverso il metodo culturale. Un esempio proviene da Latina, che proprio lunedì 5 giugno assiste al compimento della prima annualità sperimentale della Curvatura Ambientale – Indirizzo Ordinario del Liceo Scientifico Ettore Majorana. Infatti, a partire dall’anno scolastico in corso, questo istituto, storicamente aperto alla sperimentazione didattica, ha ampliato l’offerta formativa con un nuovo percorso di studi che vuole affrontare in un’ottica multidisciplinare, sia in campo scientifico che umanistico, le urgenti tematiche ambientali.

“Le finalità perseguite  nell’arco del quinquennio, sono quelle di fornire agli studenti strumenti culturali e tecnici che abbiano al centro lo studio dell’ambiente nelle sue varie articolazioni, sviluppare una conoscenza e una consapevolezza delle connessioni esistenti tra comportamenti umani ed effetti sull’ambiente e, naturalmente, facilitare il loro inserimento in ambiti universitari e settoriali in linea con le professioni green emergenti” illustrano le professoresse Francesca Filannino e Giovanna Viscusi, che animano questo progetto insieme a un manipolo intuitivo, lungimirante e passionale di altri insegnanti che hanno ben compreso che il futuro è oggi, come Anna Ammendola, Bice Cerone, Simona DiNitto, Mariateresa Eramo, Luca Fabietti, Natalina Porcelli, Manuela Ruggeri, Vanessa Tombolillo e Ornella Mastrantoni.

Così, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, alle ore 10,15 presso l’aula magna dell’istituto saranno illustrate le attività e i progetti della Curvatura Ambientale effettuati durante l’anno scolastico che volge al termine. Gli sforzi didattici sono stati orientati attivando collaborazioni con professionalità esterne (come enti, associazioni, università, liberi professionisti del settore), unitamente a lezioni esterne sul territorio attraverso la modalità outdoor learning, a stretto contatto con la natura, per conoscere direttamente il concetto di sostenibilità. “Privilegiando la metodologia del learning by doing e del problem based learning, gli studenti sono stati avviati a un processo di consapevolezza delle implicazioni etiche e sociali legate all’ambiente -spiegano le insegnanti-. La tematica che il team docenti della 1A, classe sperimentale di Curvatura Ambientale, ha affrontato in modo multidisciplinare durante le ore di educazione civica con gli studenti è stata l’acqua”. Acqua, ovviamente, intesa come fonte di vita, come bene prezioso per tutti, inevitabile trait d’union rispetto alle tante iniziative cui gli studenti hanno presenziato in modo interattivo, dagli eventi seguiti in streaming con lezioni di luminari ed esperti del settore a quelli ‘calpestati’ direttamente, partecipando ad esempio al progetto ‘Bosco diffuso’, svoltosi presso l’area del lago di Fogliano, riserva naturale, oppure alle passeggiate green da parchi cittadini (come il centrale parco San Marco) fino a giungere al parco delle Acque Medie alla scoperta della biodiversità passando per escursioni più impegnative come l’esperienza naturalistico-sportiva sul Monte Livata – Campo dell’Ossola, o ancora l’approfondimento dell’ambiente attraverso la fotografia.

Tra le tante interazioni è scaturito poi il progetto “Micromar”, curato dall’ateneo Ca’ Foscari di Venezia e dall’Istituto Oceanografico di San Diego, in California, e finalizzato al monitoraggio delle microplastiche nel Mediterraneo che ha coinvolto un folto gruppo di alunni del secondo biennio del Majorana scelti tra i più meritevoli nell’area scientifica e nella lingua inglese.

Infine, dopo la piantumazione di alcune specie arboree nell’area verde della scuola, ecco che una parte di rilievo spetta al progetto Algae biotec 2030, nell’ambito del PON “Laboratori green”, a cura della professoressa Vanessa Tombolillo, che vedrà proprio durante la Giornata mondiale dell’ambiente l’inaugurazione dell’aula di ricerca e sperimentazione allestita all’interno dell’istituto, e che rappresenta un’avanguardia nel campo delle green biotechnology e una preziosa esperienza di didattica laboratoriale innovativa per gli studenti. Infatti, le biotecnologie green hanno come obiettivo quello di creare soluzioni pratiche, tramite l’utilizzo di tecnologie innovative, allo scopo di generare massimo benessere per le persone, riducendo in modo sostanziale l’inquinamento del pianeta. Tramite i loro naturali, ma altamente efficienti, processi biochimici, le microalghe coltivate nel nostro laboratorio sono in grado di produrre metaboliti secondari utili, come integratori alimentari, prodotti farmaceutici e cosmetici, polimeri biodegradabili quali la nanocellulosa.


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