Commissione Trasparenza paralizzata: la maggioranza trasforma le istituzioni in un teatrino per nascondere ciò che non vuole far vedere

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Quanto accaduto nell’ultima seduta della Commissione Trasparenza del Comune di Latina rappresenta uno dei punti più bassi della vita amministrativa recente. Di fronte a richieste formali, legittime e doverose — parere legale, verbali, relazione del Segretario Generale — la maggioranza ha scelto ancora una volta la strada della confusione, delle urla e del caos, invece della chiarezza e del rispetto delle regole.
La mancata consegna degli atti non è un dettaglio tecnico: è l’ennesimo segnale di una volontà precisa di impedire alla Commissione di svolgere la propria funzione, ostacolando l’accesso ai documenti che potrebbero far luce su decisioni e responsabilità politiche della stessa maggioranza.
Di fronte alle richieste dell’opposizione, invece di collaborare, i rappresentanti della maggioranza — in particolare i consiglieri Mulè e Valletta — hanno preferito trasformare la Commissione in una rissa permanente, con comportamenti rumorosi e provocatori che hanno di fatto compromesso la possibilità di lavorare. Un atteggiamento che non può essere liquidato come “tensione politica”: è una strategia deliberata per impedire ogni forma di controllo.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza teme la trasparenza, e per questo alimenta il caos, blocca i lavori, attacca la presidente della Commissione e tenta di ribaltare responsabilità che sono evidenti. Parlano di “convocazioni caotiche”, ma rifiutano di fornire gli atti necessari; invocano “rigore istituzionale”, ma si presentano solo per creare disordine e poi chiedere il rinvio. Un copione ormai chiaro.
Questa maggioranza sta svuotando di senso gli organi di garanzia, trasformandoli in luoghi di propaganda e in strumenti di difesa del potere, invece che in sedi di controllo democratico.
È inaccettabile che la Commissione Trasparenza — nata per tutelare i cittadini e garantire l’accesso alla verità amministrativa — venga ridotta a una farsa per colpa di chi dovrebbe rispondere delle proprie scelte.
Se la maggioranza non ha nulla da nascondere, consegni immediatamente gli atti richiesti.
Altrimenti smetta di recitare e ammetta pubblicamente che il suo unico obiettivo è impedire che i cittadini sappiano cosa sta accadendo dentro il Palazzo, soprattutto su temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini quali Acqualatina e ABC , che hanno un unico comune denominatore: bollette alle stelle che i cittadini iniziano a non riuscire più a pagare e servizi inadeguati.
Questo è quanto affermano: Malagola Benedetta (rappresentante del GT M5S Latina) e Pasquale Palmisano (referente di formazione).


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.