Quanto accaduto nell’ultima seduta della Commissione Trasparenza del Comune di Latina rappresenta uno dei punti più bassi della vita amministrativa recente. Di fronte a richieste formali, legittime e doverose — parere legale, verbali, relazione del Segretario Generale — la maggioranza ha scelto ancora una volta la strada della confusione, delle urla e del caos, invece della chiarezza e del rispetto delle regole.
La mancata consegna degli atti non è un dettaglio tecnico: è l’ennesimo segnale di una volontà precisa di impedire alla Commissione di svolgere la propria funzione, ostacolando l’accesso ai documenti che potrebbero far luce su decisioni e responsabilità politiche della stessa maggioranza.
Di fronte alle richieste dell’opposizione, invece di collaborare, i rappresentanti della maggioranza — in particolare i consiglieri Mulè e Valletta — hanno preferito trasformare la Commissione in una rissa permanente, con comportamenti rumorosi e provocatori che hanno di fatto compromesso la possibilità di lavorare. Un atteggiamento che non può essere liquidato come “tensione politica”: è una strategia deliberata per impedire ogni forma di controllo.
La realtà è sotto gli occhi di tutti: la maggioranza teme la trasparenza, e per questo alimenta il caos, blocca i lavori, attacca la presidente della Commissione e tenta di ribaltare responsabilità che sono evidenti. Parlano di “convocazioni caotiche”, ma rifiutano di fornire gli atti necessari; invocano “rigore istituzionale”, ma si presentano solo per creare disordine e poi chiedere il rinvio. Un copione ormai chiaro.
Questa maggioranza sta svuotando di senso gli organi di garanzia, trasformandoli in luoghi di propaganda e in strumenti di difesa del potere, invece che in sedi di controllo democratico.
È inaccettabile che la Commissione Trasparenza — nata per tutelare i cittadini e garantire l’accesso alla verità amministrativa — venga ridotta a una farsa per colpa di chi dovrebbe rispondere delle proprie scelte.
Se la maggioranza non ha nulla da nascondere, consegni immediatamente gli atti richiesti.
Altrimenti smetta di recitare e ammetta pubblicamente che il suo unico obiettivo è impedire che i cittadini sappiano cosa sta accadendo dentro il Palazzo, soprattutto su temi che incidono direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini quali Acqualatina e ABC , che hanno un unico comune denominatore: bollette alle stelle che i cittadini iniziano a non riuscire più a pagare e servizi inadeguati.
Questo è quanto affermano: Malagola Benedetta (rappresentante del GT M5S Latina) e Pasquale Palmisano (referente di formazione).






















