LATINA – “Il 18 dicembre 1932 è un punto fermo nella storia di questa città. Rimane il suo spartiacque tra antico e moderno: è il momento che conclude l’epopea delle dure giornate di sacrifici e, in molti casi, di morte, per la redenzione delle paludi pontine; è l’inizio del riscatto di una comunità operosa, ricca di valori e di grandi prospettive” scrive Vincenzo Zaccheo, ex sindaco di Latina, in una nota.

È la data che significa fede nel futuro, civiltà, nuovo lavoro. Data che si lega a un credo di valori che l’avvia verso un processo di identificazione lungo e difficile, ma che oggi la consacra a comunità che scopre l’orgoglio di appartenenza. Bonificatori e pionieri sono rimasti nel cuore di coloro che li hanno conosciuti, che con loro hanno vissuto e di loro testimoniano la continuità della vita umana.

Littoria-Latina non può dimenticare questi suoi figli che furono protagonisti di un’impresa epica rimasta incorniciata tra i miracoli più belli dell’umanesimo del lavoro e della storia del Novecento. Fuori da ogni nostalgia e retorica, dobbiamo testimoniare una continuità con il passato per poter più profondamente vivere una memoria storica, senza la quale l’uomo non può progredire. Nella sua fondazione la nostra città ha nel DNA l’accoglienza, la fratellanza, un dato storico che fa di Latina una città solidale e ospitale con tutti, da sempre.

Un plauso va a Sua Eccellenza Carmine Valente il quale, questa mattina, nel corso delle celebrazioni per il Natale della città, ha tenuto un discorso che testimonia, nonostante la carica di Commissario Prefettizio, il suo amore e la sua conoscenza per la nostra comunità come se fosse un Sindaco democraticamente eletto. Mi sono sentito risarcito dalle sue parole: non si può scindere Littoria da Latina, legate tra loro da un continuum di storia e tradizioni; dal centro città alla periferia, dalla Marina ai Borghi – quei meravigliosi luoghi che circondano la nostra città dove cultura, storia e tradizione si mescolano e che li rendono la cassaforte valoriale della nostra terra: è qui che si è consacrato l’umanesimo del lavoro, come asserito anche dal Commissario nel suo intervento e come ho sempre sostenuto.

Latina si avvia verso il suo Centenario. I prossimi anni che ci separano da esso saranno determinanti per il suo ed il nostro futuro: che la nostra amata città possa spiccare nuovamente il volo – tornando punto di riferimento per il Lazio e l’Italia intera come lo era in passato – e che i nostri giovani possano beneficiare nella nostra terra delle stesse opportunità delle generazioni passate, affinché la città ha non disperda le sue energie migliori sulle quali costruire il proprio avvenire. Auguri Littoria, Latina per i tuoi 90 anni” chiosa Zaccheo.


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