LATINA – Comune di Latina, vertice a Roma e tensione nella maggioranza: FdI replica e chiede compattezza. Il centrodestra di Latina è arrivato a un passaggio politico delicato , con una maggioranza che formalmente regge in Consiglio comunale ma che, sul piano politico, mostra segni evidenti di logoramento . È questo il quadro emerso dal vertice tenutosi a Roma nei giorni scorsi, che ha acceso il dibattito interno alla coalizione che sostiene la sindaca Matilde Celentano.
Secondo quanto ricostruito nell’articolo della collega Marianna Vicinanza di Latina Oggi, all’incontro avrebbero partecipato il senatore di Fratelli d’Italia Nicola Calandrini , la deputata della Lega Giovanna Miele e il sottosegretario e vicesegretario federale leghista Claudio Durigon , insieme ad altri esponenti di Lega e FdI. Assente Forza Italia , un’assenza politicamente pesante che ha finito per certificare una frattura ormai evidente all’interno della coalizione.
Il vertice avrebbe rappresentato una sorta di presa d’atto dello stato reale della maggioranza , non solo dal punto di vista politico ma anche amministrativo. Se i numeri in aula consentono ancora alla giunta di andare avanti, sul piano politico la base di consenso appare sempre più ristretta. Nelle ultime settimane, infatti, le tensioni si sono tradotte in voti mancati, schede bianche, commissioni disertate o sconvocate , segnali concreti di una difficoltà che non è più solo teorica.
A pesare è anche la percezione di una città ferma , con i cantieri del Pnrr chiamati a chiudersi in tempi stretti ma senza risultati ancora visibili, mentre decoro urbano e gestione dei rifiuti continuano a rallentare l’azione amministrativa, alimentando il malcontento politico. Emblematico il passaggio sul voto per il presidente del collegio dei revisori dei conti, Giuseppe Vinciguerra , quando sono venuti meno cinque voti di maggioranza – tre di Forza Italia e due della Lega – episodio letto come la punta di un iceberg fatto di microfratture su Ambiente, Abc e bilancio.
In questo contesto, Forza Italia risulta di fatto sull’Aventino: consiglieri assenti dalle commissioni e presidenti che hanno revocato le convocazioni di Lavori pubblici e Istruzione. Gli azzurri attendono un segnale politico chiaro dalla sindaca dopo aver chiesto un incontro chiarificatore sul metodo di governo, giudicato troppo verticistico e poco condiviso , ma hanno invece registrato un vertice a porte chiuse senza il loro coinvolgimento.
Sul tavolo della sindaca resta l’ipotesi di un rimpasto di giunta per tentare di ricompattare la coalizione, forse anche solo per traghettare l’amministrazione per un altro anno . Tra le ipotesi circolanti: un cambio di deleghe in quota Noi Moderati, la possibile sostituzione di Franco Addonizio , l’incognita Federica Censi e, sul fronte bilancio, il nome di Mario Faticoni in quota Fratelli d’Italia, soluzione che imporrebbe però un ulteriore riequilibrio per il rispetto delle quote di genere.
La replica di Fratelli d’Italia: «Nessun vertice carbonaro, serve responsabilità»
A chiarire la posizione di Fratelli d’Italia è intervenuto il capogruppo in Consiglio comunale, Cesare Bruni , che in una nota ha respinto l’idea di un incontro riservato o escludente.
«Ritengo utile fare chiarezza su quanto apparso in alcuni articoli – afferma Bruni – nei quali si sostiene che si sarebbe tenuto un incontro riservato tra il senatore Calandrini ei rappresentanti della Lega. Non si è trattato di un vertice carbonaro , ma dell’ultimo passaggio di un ciclo di confronti avviato con tutte le forze della maggioranza ».
Secondo Bruni, il percorso di interlocuzione ha coinvolto anche la lista civica Celentano, Noi Moderati – con il coordinatore provinciale Alessandro Paletta – e Forza Italia , attraverso un incontro in Senato con il senatore Claudio Fazzone . «Come capogruppo ero stato informato direttamente dal senatore Calandrini – sottolinea – e come me credo gli altri capigruppo. Parliamo di incontri istituzionali, svolti alla luce del sole».
Il capogruppo FdI riconosce l’esistenza di una fase di difficoltà amministrativa , ma invita a non forzare letture politiche: «Si è scelto di attivare un livello di confronto più alto, non una supplenza rispetto all’amministrazione , ma un sostegno naturale alla giunta».
Tra i nodi principali indicati da Bruni c’è la situazione di ABC , definita «un problema ancora aperto che non può finire come Latina Ambiente». «L’ABC deve essere messa in sicurezza – ribadisce – approvando i bilanci mancanti e dando piena attuazione al piano industriale già votato dal Consiglio comunale».
Nel mirino anche le scelte ereditate dalle amministrazioni precedenti , dal sistema dei mastelli nelle zone periferiche al mantenimento dei vecchi cassonetti nel centro cittadino, elementi che avrebbero inciso su costi e decoro urbano. «Quel modello ha mostrato limiti evidenti – afferma – oggi questa amministrazione ha la responsabilità e la possibilità di intervenire».
La conclusione è un appello politico diretto: «È il momento in cui i partiti devono dare un segnale di compattezza alla sindaca Matilde Celentano. Fratelli d’Italia , da primo partito della coalizione, fa quadrato intorno alla giunta. Le difficoltà si governano con il confronto e la coesione. Tutto il resto è gossip politico ».
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