«Le notizie relative ai dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia che certificherebbero la presenza di danni all’area del Circo Massimo a seguito del concerto del 7 agosto scorso, in particolare a scapito della Torre Moletta, impongono una più ampia riflessione sull’uso meditato dei siti culturali per l’organizzazione di eventi. I tecnici sono molto precisi nel fornire indicazioni e prescrizioni per l’organizzazione di siffatte kermesse. È sicuramente positivo utilizzare il nostro patrimonio per manifestazioni di natura diversa, che portino alla scoperta dei luoghi della cultura magari da parte di pubblici diversi, ma fare scelte di natura eminentemente economica è avventato». Lo dichiara l’assessore alla Cultura, alla Pari Opportunità, alle Politiche giovanili, alla Famiglia e al Servizio civile della Regione Lazio, Simona Baldassarre.
«Il Circo Massimo è Patrimonio dell’Umanità, ed è nostro dovere difenderlo, senza se e senza ma. Ragionare di introiti mancati non ha senso. Sul patrimonio storico-culturale non si batte cassa. Prima si valorizza e si promuove, come motore dell’identità nazionale e anima del nostro popolo, poi si ragiona in merito agli usi consentiti. Su queste cose, da Assessore alla Cultura della Regione, lasciatemi ribadire un principio. Il valore della Cultura non è quello di mercato; proteggerla è una responsabilità verso il futuro che deve prevalere di fronte a decisioni di carattere economico, anche giuste e legittime, ma che non possono mettere a rischio la bellezza che è nostro dovere conservare integra per le prossime generazioni. Alla fine, si tratta di rispettare prescrizioni tecniche che esistono proprio per questo», conclude Baldassarre.
Il 7 agosto 2023 il concerto di Travis Scott : in tanti quella sera hanno chiamato i numeri di emergenza, spaventati: “C’è un terremoto a Roma”.
Non era un terremoto, sebbene sia stato registrato dai sismografi dell’INGV: ma la scossa c’è stata, eccome.
Al culmine di una stagione romana di concerti che ha visto il Circo Massimo epicentro degli eventi più imponenti, qualcuno ha pensato che si sia passato il segno la notte dei 60mila che hanno saltato e ballato sui notevolissimi decibel di Travis Scott, dei 60 intossicati e derubati per l’uso di spray al peperoncino tra la folla accalcata nel concerto, del quattordicenne che si è arrampicato sulle transenne del parco archeologico del Palatino ed è caduto da un’altezza di 4 metri.
“Il Circo Massimo è un monumento, non una sala concerti, e va rispettato”, annunciava Alfonsina Russo, direttrice del Parco Archeologico del Colosseo: “Per questo non verrà più dato parere favorevole all’uso dell’area per i concerti rock”. “Visto quello che è successo, anche in relazione alla pubblica incolumità e alla conservazione e tutela del patrimonio archeologico, noi daremo parere negativo a questo tipo di eventi. Personalmente ritengo che il Circo Massimo debba ospitare solo concerti come l’opera, il balletto, ma non concerti rock che a mio avviso devono essere trasferiti negli stadi”.
La richiesta di concedere lo spazio per il concerto, continua Russo, “è arrivata all’inizio di agosto ed è stato fatto il tavolo tecnico. Noi avevamo delle riserve su questo tipo di evento e abbiamo dato una serie di prescrizioni visto che Roma Capitale si era già impegnata”. In particolare, “non superare il limite dei decibel prescritto dalla normativa e non incitare il pubblico in piedi a saltare – queste prescrizioni non sono state rispettate per cui abbiamo mandato una nota a Roma Capitale di richiesta di riscontro urgente”.
E anche: “Teniamo presente che il Circo Massimo non è un prato, è un monumento: ha gallerie sotterranee, parti archeologiche, non ci si può saltare sopra per ore, a decine di migliaia”.
Alessandra Trotta
(Giornalista e scrittrice)
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