LATINA- Quando la Storia si ripete, lo si sa, assume i contorni della farsa. Il povero Giuseppe Conte, il tintissimo Presidente del Consiglio, farà presto la fine di un altro suo illustre predecessore: Enrico Letta.
Se a cambiare è il profilo della vittima, questa volta assai meno politicamente avveduta di Letta Jr, il carnefice resta sempre lo stesso. Matteo Renzi è volpe e lione, incarnazione viva della migliore lezione di realismo politico, quella di Machiavelli e del suo Principe.
Intervenendo a Palazzo Madama a nome della sua Italia Viva che, formalmente, esprime ben due Ministri nella compagine governativa, il fiorentino lo ha detto senza mezzi termini: non ho sottratto i pieni poteri al Salvini del Papeete per metterli nelle tue mani, caro Giuseppi. Se non è un avviso di sfratto all’inquilino di Palazzo Chigi ci s’avvicina molto. Senza la truppa renziana, infatti, il Governo al Senato non avrebbe i numeri per continuare a navigare.
Non è un mistero che in queste ore ci sia un filo diretto fra un altro Letta, Gianni ,e Matteo Renzi. Obiettivo Governo di “salute pubblica” o come diavolo vogliate chiamarlo. Un esecutivo con dentro tutti, eccetto i Cinquestelle e la destra populista. Certo, “da Forza Italia si colgono segnali importanti”, ha messo nero su bianco il Vice Segretario dem Orlando. Una semaforo verde all’ingresso di Berlusconi in una ipotetica nuova maggioranza.
Quando gli effetti devastanti della crisi sanitaria si manifesteranno in campo economico e sociale non sarà più sostenibile proseguire con questo Governo. La popolarità di Conte avrà la stessa consistenza della panna montata. Ricordate Mario Monti? Salutato da tutti, o quasi, nel 2011 come salvatore della Patria è, oggi, uno degli uomini politici più detestati del Paese.
Renzi, insomma, ha offerto al Premier una lezione di Politica, specie quando gli ha spiegato la differenza fra un monarca ed un leader democratico: il primo concede le libertà fondamentali, il secondo si limita a riconoscerle.
Sarà una estate torrida e spietata.
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