Conte ottiene la maggioranza assoluta alla camera ( 321 ). In soccorso anche 6 ex cinque stelle e Polverini che lascia FI

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Via libera della Camera dei Deputati alla fiducia al governo. Dopo il suo intervento in Aula il Via libera della Camera dei Deputati alla fiducia al governo. Dopo il suo intervento in Aula il premier Giuseppe Conte a fine serata incassa 321 sì, contro 259 voti contrari. 26, invece gli astenuti. Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti con un tweet commenta: «Ottimo! Maggioranza assoluta alla Camera. Un fatto politico molto importante. Ora avanti per il bene dell’Italia!». Insomma, dopo una unga giornata di “passione” l’asticella consegna al premier la maggioranza assoluta. Domani la prova più difficile quella dell’aula di Palazzo Madama.  Lo sa bene Giuseppe Conte, che prima di entrare a palazzo Chigi stamattina si è detto «fiducioso nei parlamentari e nel Paese», e lo sanno bene i “responsabili” che in queste ore cercano di salvare il governo in ogni modo. Non tanto a Montecitorio, dove i numeri sono più agevoli, quanto piuttosto a Palazzo Madama dove per l’autosufficienza servono almeno 158 senatori.

Renata Polverini la ricordiamo quando vinse contro Emma Bonino, era il  2010 e diventò Presidente della Regione Lazio, grazie ai voti a valanga ottenuti in tutte e  quattro le province laziali, tranne Roma città, dove vinse la Bonino. Una campagna elettorale tutta a destra contro Emma accusata di aver favorito gli aborti. Poi La sua consiliatura finì male, con scandali e inchieste e arresti.( Ricordate il Batman di Anagni?)

Era colei che volle testardamente Di Giorgi candidato sindaco di Latina. Ti ricordi Renata su, in quella sede, che affacciava su via Diaz, che fu dell’UDC e prima dei fascisti, quando dicesti “si è la persona giusta” . Si, Di Giorgi, tu sei una brava persona, ma politicamente sei stato sfortunato ed hai pagato troppo per tutti. Ora fai bene a stare lontano dalla politica. Ma quelli sono stati anni tristi, bui ,passati per fortuna in fretta,  ma Latina ha pagato caro quel periodo.

Ora ,a sorpresa, Renata  ha lasciato FI ,il partito che l’ha portata in alto e che nessuno mai pensava che avrebbe abbandonato. Del resto in politica ” Mai dire Mai ” ed ora ne abbiamo avuto un’altra prova, un’altra conferma. Alessandro Calvi è costernato, dispiaciuto. Qualcuno lo vorrebbe sindaco, ma esponenti autorevoli della Lega già applaudono a Zaccheo per la fine dell’incubo giudiziario, legato alla Metro .Il comunicato di ieri sera è eloquente. Dunque Zaccheo meglio di Calvi, Tiero e Lauretti?  Per una parte della lega pare di si.

Renzi afferma ” quel voto nero della Polverini”, ma Renata è stata una sindacalista di lungo corso, che sa distinguere i momenti difficili dalle sceneggiate e dunque oggi ha scelto di salvare il capitano Conte, perché i fatti danno ragione al premier. Al senato,  fra poche ore, ci sarà un altro film, ma c’è fiducia, perché le avventure non piacciono a nessuno e poi tanti parlamentari sanno che molti di loro non saranno mai più rieletti e allora è meglio durare fino a maggio 2023, quando ci sarà la scadenza naturale della legislatura. Ma poi, francamente, con la pandemia in corso e con la crisi che avanza  il vuoto di potere e le elezioni anticipate sarebbero davvero una sciagura per tutti, parlamentari compresi.


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