Coronavirus: ecco i farmaci in sperimentazione

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Studi preliminari indicano che alcune molecole potrebbero avere effetto contro il coronavirus. Al via le sperimentazioni anche in Italia.

CLOROCHINA: BLOCCA LA REPLICAZIONE  DEL VIRUS

Usata come farmaco antimalarico dal primo dopoguerra è una delle prime molecole utilizzate nella lotta al coronavirus . La clorochina oltre ad essere attiva per questa malattia, in alcuni studi  ha dimostrato di avere  un’attività antivirale, soprattutto con i retrovirus e i coronavirus. La peculiarità della clorochina è quella di impedire l’assemblaggio di alcune proteine virali riuscendo ad inibire il legame tra i diversi carboidrati presenti su queste strutture. Tale meccanismo d’azione impedisce al virus  di portare a termine la sua replicazione.

TOCILIZUMAB: UN FARMACO IMPIEGATO PER L’ARTRITE CHE SPEGNE L’INFIAMMAZIONE

Essendo Covid-19 una malattia in cui si genera una potente infiammazione a livello polmonare, una delle possibili strategie per migliorare la sintomatologia è rappresentata dall’utilizzo di molecola antinfiammatoria. Una di esse è tocilizumab (Roche), un anticorpo già in commercio per il trattamento dell’artrite reumatoide e utilizzato anche per spegnere l’infiammazione nei malati di cancro sottoposti alle Car-T.

Tocilizumab agisce bloccando la produzione dell’interleuchina-6, una potente molecola infiammatoria prodotta dal sistema immunitario in risposta all’infezione virale. Sperimentato a partire da inizio febbraio su 188 pazienti cinesi, in oltre 20 casi si sono ottenuti miglioramenti che fanno ben sperare.

L’AIFA e GILEAD SCIENCES  annunciano che l’Italia è tra i Paesi che testeranno l’antivirale REMDESIVIR  per il trattamento del COVID-19.

Si tratta di due studi di fase 3 che coinvolgeranno i centri con maggior numero di pazienti in Italia.Gli studi saranno inizialmente condotti presso l’Ospedale Sacco di Milano, il Policlinico di Pavia, l’Azienda Ospedaliera di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria di Parma e l’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani. Si stanno identificando in collaborazione con AIFA altri centri in Regioni con alta incidenza dell’infezione da coronavirus per l’inclusione negli studi.

Il Remdesivir  passa così dall’impiego nella MERS al  COVID-19

Poiché si tratta di uno dei pochi farmaci per cui sussiste un’evidenza sperimentale di possibile efficacia, almeno in modelli di laboratorio, nei confronti dei coronavirus, per sperimentazioni fatte sul virus della Mers. Va specificato che il Remdesivir non è ancora approvato dalle autorità regolatorie per uso terapeutico e viene fornito unicamente per uso compassionevole – al di fuori degli studi clinici – per il trattamento in emergenza di singoli pazienti affetti da COVID-19 in gravi condizioni e per l’assenza di terapie specifiche.


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