ROMA – Cuore bruciato dal ghiaccio secco, il bimbo di due anni non è più trapiantabile secondo il Bambin Gesù: la speranza di mamma Patrizia. È una vicenda drammatica e ancora tutta in evoluzione quella che riguarda il piccolo Francesco (nome di fantasia), il bimbo di appena due anni e tre mesi a cui è stato trapiantato un cuore poi risultato gravemente lesionato.

In attesa di sapere se potrà rendersi disponibile un nuovo organo compatibile, la famiglia ha chiesto un parere ai medici dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma, domandando anche la possibilità di un eventuale affiancamento dell’équipe romana ai chirurghi dell’Ospedale Monaldi di Napoli, dove il bambino è ricoverato.

La risposta arrivata dalla Capitale, però, non ha riacceso le speranze. «Secondo l’ospedale Bambino Gesù non è più trapiantabile», ha dichiarato l’avvocato della famiglia, Francesco Petruzzi, intervenendo alla trasmissione Mi manda Raitre.

Il quadro clinico

Il piccolo resta ricoverato in terapia intensiva al Monaldi, in condizioni gravi. È collegato a un macchinario Ecmo, che garantisce le funzioni vitali ma comporta rischi importanti.

Il quadro clinico viene definito stazionario rispetto ai giorni scorsi, ma preoccupa il progressivo peggioramento dei parametri epatici. L’Ecmo, infatti, se da un lato consente la sopravvivenza, dall’altro — a causa della ridotta ossigenazione — può danneggiare nel tempo gli organi interni.

La speranza della famiglia

Nei giorni scorsi il ministro della Salute Orazio Schillaci aveva assicurato che il bambino risulta primo nella lista d’attesa per il proprio gruppo sanguigno. Un elemento che aveva riacceso la speranza in un nuovo trapianto.

Ora, però, il parere negativo arrivato dal Bambino Gesù riapre interrogativi e scenari complessi sul percorso terapeutico da seguire.

Nonostante tutto, mamma Patrizia continua a credere che una possibilità esista ancora. Una speranza che, per la famiglia, non può e non vuole spegnersi.


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