LATINA – Non si arresta la moria dei negozi a Latina. Tante le chiusure negli ultimi anni, a causa di una crisi che non risparmia nessuno. Bar, Ristoranti, Negozi di Abbigliamento ed ora anche lo storico Sergiacomi, dove si acquistavano colori Giotto, fogli da disegno ” Fabriano” e tanti prodotti legati alla cancelleria e alla creatività. L’annuncio è arrrivato su Facebook

Quante volte sono andato con l’indimenticabile Gianfraco Patrizi ad acquistare qualcosa da Sergiacomi. Era una certezza. Eppure ora ricordo che a Latina nessuno delle nuove generazioni ha voluto proseguire il lavoro dei genitori nei negozi, tranne poche eccezioni. Seripa , Ciofi, Scotto, Benedetti, Miro, Pantano,” La Casa del Parmigiano” Onorati, Merluzzi, Porfiri. Quanti ricordi di un Latina che non c’è più! Tutto è cambiato ed anche la geografia dei luoghi muta, quando chiude un negozio. Resistono I Pistilli, i Barboni e pochi altri. Ma oggi, con gli affitti degli immobili alle stelle e le tasse più salate, le bollettte da capogiro, come si fa a resistere ? Chi aiuta i commercianti? Lo stesso discorso riguarda gli agricoltori che hanno organizzato tanti presidi in questi giorni, arrivando fino a Bruxelles per ribadire che le piccole aziende non ce la possono fare con i cambiamenti previsti dall’Europa. I mutamenti per difendere l’ambiente dall’inquinamento, ma ieri il capo della Toyota ha detto che le macchine elettriche provocheranno più di un problema e non tutto sarà limpido e liscio.
Oggi l’amarezza è tanta, perchè se dovesse continuare così, Latina sarà sempre più povera, con più ombre e meno insegne luminose lungo le strade.La globalizzazione ci sta portando ad un vero impoverimento, senza che nessuno possa opporsi e fare qualcosa. Pensate alla vicenda di via del Lido e via Ferrazza. Tre strtture che vogliono aprire e sono bloccate per un pasticcio urbanistico, sul quale la magistratura ha imposto il sequestro. Sembra assurdo, ma è così. Ma è questo il futuro che volevamo ?
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