Attraverso una lunga nota mandata anche a Procura, Anac, Corte dei Conti, Finanza e Nas, è stato segnalato che presso la Asl di Latina gli screening, importantissimi per la prevenzione, vengono fatti praticamente senza controllo, premiando sempre gli stessi, liquidando i compensi senza preoccuparsi troppo.

La direttrice generale Silvia Cavalli e la responsabile dell’anticorruzione, Assunta Lombardi, hanno già avviato le dovute verifiche con il dipartimento di prevenzione. “L’attività in questione – è scritto nell’esposto, con tanto di delibere allegate – svolta come incentivante, doveva essere al di fuori dell’orario istituzionale, attestato mediante il cartellino marcatempo, utilizzando un apposito codice”. Cosa che non sarebbe mai avvenuta: “le ore complessive liquidate con quel codice risultano di gran lunga inferiori alla somma di ore assegnate e poi liquidate per la partecipazione a ciascun singolo progetto”. Inoltre “il costo orario lordo è corrisposto al netto di voci come Irap e oneri sociali, determinando un costo maggiore per l’azienda”. Il risultato? “Sono state pagate ore lavorative progettuali mai svolte e persino ad alcuni partecipanti in assenza delle previste timbrature”. Non solo, risulterebbero pagamenti “anche a persone che non risultava nemmeno in servizio perché in malattia”. Il tutto senza controlli rispetto alla presenza o meno e allo svolgimento in attività progettuali che – quando andava bene – coincidevano con quelle ordinarie. Segnalato, infine, anche il fatto che tecnici del dipartimento di prevenzione siano stati chiamati a collaborare con la Procura “in assenza di qualunque atto formale”.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.