durante la seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco di Anzio, Borgo Sabotino diventa Gusville con i soldati americani pronti a tutto

45
Borgo Sabotino

Borgo Sabotino, dopo lo sbarco degli Alleati ad Anzio, assunse il nome di Gusville. I soldati americani, a un miglio dal fronte, nel 1944, crearono un vero e proprio villaggio, nominando sindaco il loro amato comandante Gus Heilman. La popolazione locale ebbe buoni rapporti con i soldati yankee che si dotarono di un vero e proprio saloon con tanto di bevande alcoliche e divertimento, un giornale quotidiano. Si svolgevano riti religiosi, ci si innamorava delle belle ragazze borghigiane. Non mancavano sigarette, scatolette di carne, birra, latte in polvere, dentifricio, condom, carne appena macellata.
Il libro “La battaglia di Roma” di Robert Katz dedica un certo spazio a Gusville. Un reparto in particolare era molto temuto dai tedeschi: i “Diavoli Neri” del brigadiere generale Robert Frederick, noti anche come la “ Brigata del diavolo”. Si trattava di un’unità di commandos statunitensi e canadesi ( First Special Service Force, SSF) addestrati a portare colpi di mano notturni e azioni di disturbo. Sbarcati a Anzio in febbraio, agirono nella zona compresa fra il Canale Mussolini e le Paludi Pontine.

Erano spietati. Con la faccia annerita, i soldati uscivano di notte per catturare prigionieri o per colpire gli avamposti nemici. Non di rado si infiltravano anche in profondità, dando l’impressione di essere ben più numerosi di una brigata. Kesselring inviò nella zona dei rinforzi, proprio perché convinto di avere a che fare con una divisione. Chiunque avesse fatto prigioniero uno di questi “diavoli” aveva diritto a dieci giorni di licenza. I tedeschi temevano moltissimo la “Brigata del Diavolo”. Due volumi sono stati dedicati all’argomento da Renzo Rossi, con ampia documentazione fotografica.


News-24.it è una testata giornalistica indipendente che non riceve alcun finanziamento pubblico. Se ti piace il nostro lavoro e vuoi aiutarci nella nostra missione puoi offrici un caffè facendo una donazione, te ne saremo estremamente grati.




Articolo precedenteTerribile incidente sull’Appia, due feriti gravi estratti dalle lamiere delle auto
Articolo successivoRapinatore solitario in un negozio di Pontinia per un magro bottino. Caccia al bandito
Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.