E’ il giorno dell’interrogatorio per lo studente di Aprilia. Rabbia e solitudine alla base del gesto

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APRILIA- E’ il giorno dell’interrogatorio per lo studente dell’istituto tecnico Rosselli di Aprilia.L’accusa è di tentata strage e possesso di materiale esplodente.Il giudice del tribunale dei minori di Roma valuterà come procedere.
Il sindaco di Aprilia, Terra,commentando la vicenda, ha detto che valuterà se la famiglia del giovane ha dei problemi per dare eventuale assistenza. Fermo restando la necessità di incrementare i progetti anti bullismo, coinvolgendo le famiglie e non più solo scuole e ragazzi. Ma in questo contesto non si è trattato di bullismo.
La scuola invece ha chiesto il massimo riserbo per tutelare il ragazzo coinvolto: “Considerata la giovane età dello studente e le indagini, attualmente in corso, si invita tutta la popolazione di Aprilia a non diffondere immagini del presunto autore del gesto e/o notizie sulla sua vita privata e scolastica”, ha scritto l’istituto in una nota apparsa sul sito.
Ma la vicenda di Aprilia, che ha visto protagonista un adolescente, ci mostra la rabbia e la solitudine di un minorenne che si ribella contro gli stessi compagni di scuola, considerati nemici. Non c’è bullismo alla base del lancio delle molotov, ma c’è incomprensione e solitudine di un ragazzo, lasciato solo, con la sua passione per le armi. Che cosa può indurre un minore a non amare il prossimo, i suoi compagni di scuola, ma si veste con una tuta mimetica pensando di stare in guerra?
Qui è mancata la famiglia e la stessa scuola.Nessuno ha saputo parlare un linguaggio tale da convincere lo studente a cambiare atteggiamento. Nella sua mente è crescita la collera contro un mondo circostante che, per lui è visto come un pericoloso avversario da abbattere e così ha pensato, per giorni ed ha preparato la vendetta,scagliandosi contro la sua stessa scuola,contro i suoi compagni di classe.
Voleva fare la guerra, voleva incenerire quelle cose, quei compagni di scuola che, per lui, sono diventati il nemico da abbattere, quel mondo, in cui, non si ritrova più, perché, nella sua mente ha prevalso l’odio, sull’amore verso il prossimo.
Il dramma di Aprilia,il dramma di Desirée, a Cisterna. Due città dove la solitudine, lo sbandamento si avvertono di più. Due città in crisi, che cercano un’identità che ancora non trovano e dove vince la solitudine, l’irrazionalità, la voglia di sentirsi protagonisti, in un ambiente, dove però l’individuo è annullato dall’anonimato.


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