Bruxelles (eu24news.eu) – La fiducia nell’Unione europea cresce, ma aumentano anche le preoccupazioni per l’economia, le guerre e la stabilità internazionale. È il quadro che emerge dalle più recenti rilevazioni Eurobarometro, che fotografano un’Europa attraversata da timori e incertezze ma ancora convinta che le risposte alle grandi sfide globali debbano arrivare da Bruxelles. Secondo il nuovo Flash Eurobarometer pubblicato ieri dalla Commissione europea, il 51% dei cittadini dichiara di avere fiducia nell’Unione, un dato in aumento rispetto alla precedente rilevazione. Parallelamente, però, il 40% degli intervistati indica le tensioni geopolitiche e il possibile peggioramento del tenore di vita tra le principali preoccupazioni per il futuro.
A pesare sono soprattutto i conflitti internazionali, l’instabilità dei mercati energetici e il rallentamento della crescita economica. Non a caso, nelle recenti previsioni economiche di primavera, la Commissione europea ha rivisto al ribasso la crescita dell’Unione per il 2026, stimandola all’1,1%, mentre l’inflazione è attesa nuovamente in aumento a causa delle tensioni che interessano il Medio Oriente e le principali rotte energetiche mondiali.
Nonostante questo scenario, la fiducia nelle istituzioni europee continua a rafforzarsi. Un dato che trova conferma anche nell’Eurobarometro Standard Primavera 2026 dello scorso mese, dal quale è emersa una crescente adesione dei cittadini al progetto europeo. Il 75% degli europei afferma di sentirsi cittadino dell’Unione europea e il 62% guarda con ottimismo al futuro dell’Europa, valori che confermano, dunque, come di fronte a crisi sempre più globali una parte significativa dell’opinione pubblica consideri comunque l’integrazione europea uno strumento di protezione e stabilità.
Particolarmente rilevante è il capitolo dedicato alla sicurezza. L’81% degli intervistati sostiene una politica europea di difesa comune, il livello più alto registrato dal 2004. Un risultato che riflette il mutato contesto geopolitico degli ultimi anni, segnato dalla guerra russa contro l’Ucraina, dalle tensioni in Medio Oriente e dal crescente dibattito sul rafforzamento delle capacità strategiche europee. Anche il consenso verso l’euro raggiunge livelli storici. Il 74% dei cittadini dell’Unione e l’83% di quelli residenti nell’Eurozona esprimono un giudizio favorevole sulla moneta unica, percepita sempre più come un fattore di stabilità economica in una fase caratterizzata da volatilità internazionale e competizione globale.
I dati arrivano mentre Bruxelles è impegnata su alcuni dei dossier più delicati della legislatura: dalla piena attuazione del nuovo Patto europeo su migrazione e asilo, che entra in vigore proprio oggi, alle misure per rafforzare la competitività industriale europea, fino ai nuovi investimenti comuni in sicurezza, difesa e transizione energetica.
La fotografia restituita dagli ultimi sondaggi europei evidenzia quindi una dinamica significativa: cresce la percezione delle minacce esterne e delle difficoltà economiche, ma cresce anche la convinzione che nessuno Stato membro possa affrontarle da solo.
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