ANZIO – Folla commossa per l’ultimo saluto a Cristian Cirolla: Anzio e Nettuno piangono il giovane calciatore scomparso a soli 12 anni per un malore improvviso. Era gremita, nel pomeriggio di oggi, la Basilica di Santa Teresa per l’ultimo saluto a Cristian Cirolla, il calciatore dodicenne del Grifone Soccer Nettuno scomparso improvvisamente due giorni fa. Una folla silenziosa e commossa ha voluto stringersi attorno alla famiglia: papà Emidio, mamma Francesca e il fratello quattordicenne, travolti da un dolore che ha scosso un intero territorio.

In chiesa erano presenti tanti bambini e ragazzi con la tuta della società sportiva in cui Cristian giocava, insieme a una rappresentanza delle società di calcio locali. Un colpo d’occhio che raccontava meglio di ogni parola quanto quel sorriso, quella passione e quella vita così giovane avessero lasciato un segno profondo.

Durante l’omelia, il celebrante ha sottolineato come «la morte di Cristian ci abbia colti impreparati. Quando se ne va un giovane pieno di vita, di sogni e di energia, il dolore è ancora più grande perché sembra spezzare l’ordine naturale delle cose». Parole che hanno invitato alla condivisione del dolore, ricordando che la famiglia non è sola: «Questo pianto è il pianto di tutti».

Il riferimento al Vangelo di Matteo – “Lasciate che i bambini vengano a me” – ha accompagnato uno dei passaggi più intensi: «Cristian è uno di quei bambini. Gesù lo ha preso per mano come fanno i genitori quando il figlio ha paura. Ora è in un luogo dove non c’è più sofferenza, ma solo pace e luce».

Parole di grande delicatezza sono state rivolte ai genitori: «State vivendo il dolore più grande che un genitore possa conoscere. Non ci sono parole che possano colmare questo vuoto, ma c’è una certezza: Cristian è stato amato profondamente. La sua vita, anche se breve, è stata piena, vera, intensa. Questo nessuno potrà cancellarlo». Un pensiero speciale è andato anche al fratello: «Il legame che vi unisce non finisce con la morte. Ci sono rapporti che vanno oltre il tempo e lo spazio e continuano a vivere nel cuore».

Al termine della celebrazione, il ricordo commosso dei compagni della classe 1D dell’Istituto De Franceschi di Nettuno: «Eri sempre pronto ad aiutare tutti con un sorriso. Amavi il calcio con tutto il cuore. In campo correvi felice per il semplice piacere di giocare. La tua presenza rendeva le giornate più luminose e il tuo modo di essere continuerà a vivere nel cuore di tutti noi».

Toccanti anche le parole di Roberto, il primo allenatore di Cristian all’oratorio: «Era un bambino timido, ma con una determinazione rara. Voleva realizzare il sogno di diventare calciatore. So di averlo accompagnato a vivere quel sogno. Resterai nei cuori di ogni pallone calciato su un campo dove hai lasciato un pezzo di te».

All’uscita dalla basilica, sul piazzale, la bara bianca è stata salutata da un lungo applauso e dal lancio di palloncini bianchi, gialli e rossi. Un cielo che si è riempito di silenzio, lacrime e amore per un bambino che resterà per sempre nel cuore di Anzio, Nettuno e di chiunque lo abbia conosciuto.

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