LATINA – C’è consiglio comunale, stamattina. Cerco di arrivare puntuale, ore 9.30, anche se so che dovrò aspettare un’oretta . Il risveglio del consigliere comunale è lento, comodo, c’è la rassegna stampa, il cornetto, i caffè per sé e gli amici.

Come primo punto all’ordine del giorno c’è un’adozione di variante urbanistica che riguarda la Marina di Latina, nello specifico la realizzazione di una struttura ricettiva all’aria aperta.

Ecco, è iniziata la seduta. Il Presidente del Consiglio Colazingari in versione presentatore saluta tutti, consiglieri, uffici, assessori, ovviamente il Sindaco che c’è e non c’è. I banchi della Giunta sono deserti, c’è solo l’assessore all’urbanistica e Roberto Lessio, che ha la delega all’ambiente, a stento riesce a trattenere gli sbadigli.

Qualcuno, dall’opposizione, si spazientisce e sbotta nei riguardi della presidenza: “Quant’è pesante questo..”.

Giovanna Miele, la rivelazione di Forza Italia, è da sola in aula a difendere le ragioni del suo partito. Oramai sembra averci fatto l’abitudine, e procede spedita e sciolta nonostante il partito di Fazzone viva ore convulse, di faide interne e rese dei conti.

Nessuno, fra consiglieri di maggioranza ed assessori sente la necessità di alzarsi in piedi una volta presa la parola, che so, magari in segno di rispetto nei riguardi della funzione che assolvono o dei cittadini che, curiosi, cercano di capire qualcosa di questo sgangherato dibattito pubblico.

La scintilla la innesca il Presidente del consiglio Colazingari che rivolgendosi ad Enrico Forte, capogruppo del Pd e Consigliere Regionale se ne esce così :” Non è così frequente vederla in Aula, consigliere”.

Scoppia la bagarre, Enrico Forte prende la parola e impartisce una piccola lezione istituzionale al Presidente :” Sono molto più presente di molti consiglieri che non hanno altri incarichi. Io starei ai fatti e non ai commenti”.

Interviene Matteo Adinolfi, numero uno a livello provinciale della Lega. Il pretesto è la schermaglia tra Forte ed il Presidente, in realtà una reprimenda durissima verso l’amministrazione. Per difendere Enrico Forte con una foga un poco artificiosa, Adinolfi viene ufficialmente richiamato dalla presidenza. Forte sorride, ringrazia il leghista :” Non l’ho mica pagato, eh!”. Pronta la risposta di Adinolfi: “ Anche perché, caro Enrico, non ho prezzo”.

Un’uscita, quella di Colazingari, francamente inopportuna per chi dovrebbe essere terzo e rappresentare il Consiglio nella sua interezza. La questione non può certo finire così, tant’è che Forte chiede nuovamente la parola, per fatto personale :” Trovo irrituale che il Presidente dell’Aula si esprima sulle presenze dei consiglieri. Il suo è stato un intervento goffo e mal riuscito, che ha messo in discussione il ruolo e la funzione di tutti i consiglieri comunali. E’ un fatto grave, ma d’altronde la politica alberga poco in quest’aula. Mi aspettavo dai consiglieri di maggioranza una presa di posizione che non c’è stata. Io fra l’altro questa mattina dovevo essere a Roma, ma sono qui perché mi fa piacere starci”.

Arrivano immediate le scuse del Presidente del Consiglio, e non poteva essere altrimenti. Ricordiamo, infatti, che Enrico Forte è stato appena rieletto in Consiglio regionale e sono questi momenti assai concitati per la fragile maggioranza di cui può godere Nicola Zingaretti.


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