Fulvio Bernardini, un bassianese tra i grandi del calcio italiano

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Tra i grandi bassianesi figura il mitico Fulvio Bernardini, nato a Roma ma proveniente da una della famiglie storiche di Bassiano, molto conosciute ed apprezzate. Hanno radici profonde e antiche nel territorio lepino pensando al leader socialista Giulio Bernardini, eletto consigliere provinciale di Roma. Un grande calciatore, un allenatore vincente. Il ha guidato anche la nazionale azzurra in tandem con Enzo Bearzot. Da bambino ero tifoso del grande Bologna che vedeva seduto in panchina l’ottimo Fulvio, un uomo che ha guardato sempre avanti, sperimentando un calcio pratico ed essenziale. Ho pensato subito a lui quando in serie B il Latina che non aveva mai incontrato il Bologna in partite ufficiali – nemmeno in confronti amichevoli – ha avuto di fronte una delle squadre più blasonate del calcio italiano che faceva tremare il mondo proprio ai tempi di Fulvio Bernardini. Il tecnico sconfisse in uno spareggio per il titolo tricolore – nel lontano 1964 – l’interista Helenio Herrera, definito il Mago del calcio in quegli anni. Storie diverse di calcio, di città. Un solo confronto a livello oratoriano, con il Cos Latina che ha battuto il Cos Bologna per 2 a 0, grazie a una doppietta di Azzurri, conquistando il titolo italiano. L’allenatore era Plini, la squadra composta da: Lungo, Scotto, Giancotti, Petitti, Volpe, Maretto, Bravi, Giovannetti, Quintavalli, Azzurri, Ciavardini. All’ inizio degli anni sessanta, con l’arrivo del bassianese doc Fulvio Bernardini – già allenatore della Fiorentina – agli affermati Ezio Pascutti, Francesco Janich e Mirko Pavinato si aggiunsero i giovani Giacomo Bulgarelli e Romano Fogli, più Paride Tumburus. Il regista tedesco Helmut Haller e il giovane centravanti danese Harald Nielsen completavano la rosa della squadra bolognese. La stagione Serie A 1962-1963 cominciò all’insegna del bel gioco, al punto da far esclamare all’allenatore rossoblù al termine della partita vinta 7-1 sul Modena: «Così si gioca solo in Paradiso!». Nel campionato 1963-1964 il Bologna – dopo un inizio stentato – risalì la china raggiungendo l’Inter. Il campionato finì così con le due squadre appaiate al primo posto: per la prima volta si rese necessario uno spareggio, da giocare a Roma il 7 giugno 1964, vinto dai petroniani 2 a 0. Nel 1965 il Bologna chiuse sesto in campionato. Venne esonerato proprio Fulvio Bernardini, l’uomo che per primo vinse due scudetti con squadre diverse: Fiorentina e Bologna. Il tecnico più amato d’Italia era impreparato a un fatto doloroso per un leader come lui, non si aspettava un trattamento del genere.


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Paolo Iannuccelli
Paolo Iannuccelli è nato a Correggio, provincia di Reggio Emilia, il 2 ottobre 1953, risiede a Nettuno, dopo aver vissuto per oltre cinquant'anni a Latina. Attualmente si occupa di editoria, comunicazione e sport. Una parte fondamentale e importante della sua vita è dedicata allo sport, nelle vesti di atleta, allenatore, dirigente, giornalista, organizzatore, promoter, consulente, nella pallacanestro. In carriera ha vinto sette campionati da coach, sette da presidente. Ha svolto attività di volontariato in strutture ospitanti persone in difficoltà, cercando di aiutare sempre deboli e oppressi. É membro del Panathlon Club International, del Lions Club Terre Pontine e della Unione Nazionale Veterani dello Sport. Nel basket è stato allievo di Asa Nikolic, il più grande allenatore europeo di tutti i tempi. Nel giornalismo sportivo è stato seguito da Aldo Giordani, storico telecronista Rai, fondatore e direttore della rivista Superbasket. Attualmente è presidente della Associazione Basket Latina 1968. Ha collaborato con testate giornalistiche locali e nazionali, pubblicato libri tecnici di basket e di storia, costumi e tradizioni locali Ama profondamente Latina e Ponza, la patria del cuore.